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Ritenute, conta il Cud

Non è penalmente punibile l’omesso versamento di ritenute dichiarate dal sostituto nel mod. 770 non riportate nei Cud rilasciati ai sostituiti. Infatti l’art. 10 bis del dlgs 74/2000 (omesso versamento di ritenute certificate) «non punisce [penalmente] l’omesso versamento delle ritenute risultanti dal mod. 770, ma l’omesso versamento delle ritenute risultanti dalle certificazioni (ossia dai Cud) rilasciate ai sostituiti». Questo quanto affermato dalla Cassazione, sez. pen., nella sent. n. 5736 del 9/2/2015. La sostituzione, come ribadito dalla Corte (ss.uu. 37425/2013), «è uno strumento impositivo con il quale l’Amministrazione finanziaria in luogo della riscossione dell’imposta direttamente dal percettore del reddito [c.d. sostituito], incassa il tributo da altro soggetto [c.d. sostituto] che è quello che eroga gli emolumenti [e che] è tenuto al pagamento del tributo in luogo [del sostituito] previo obbligatorio prelievo di una percentuale (c.d. ritenuta alla fonte), da versare all’Erario della somma oggetto di erogazione (costituente reddito)». In virtù del meccanismo di sostituzione d’imposta, il sostituto è tenuto (i) ad effettuare la ritenuta alla fonte al momento dell’erogazione di compensi o importi per i quali la legge prevede l’effettuazione della ritenuta (art. 23 ss dpr 600/1973), (ii) a versare all’Erario gli importi trattenuti a titolo (d’acconto) d’imposta, (iii) a rilasciare al sostituito, cioè a dire al percettore del reddito soggetto a ritenuta, una certificazione attestante l’ammontare complessivo delle somme corrisposte e delle ritenute operate e (iv) presentare annualmente una dichiarazione (mod. 770) dalla quale risultino tutte le ritenute operate e versate. Orbene, qualora il sostituto ometta di versare all’Erario «entro il termine previsto per la presentazione [del mod. 770] ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 50.000 per ciascun periodo d’imposta» è punito con la reclusione da 6 mesi a due anni (art. 10-bis dlgs 74/2000). La Suprema Corte, ha specificato, che il semplice omesso versamento di ritenute, seppur di ammontare superiore a 50.000 non basta da solo ad integrare la fattispecie penale di cui all’art. 10-bis. Infatti perché la condotta sia penalmente rilevante è necessario che le ritenute di cui il sostituto abbia omesso il versamento all’Erario, siano state da questo comunque operate sui redditi corrisposti al sostituito e che queste siano state indicate nel Cud rilasciato al percettore del reddito sottoposto a ritenuta. L’accusa, pertanto, nel corso del procedimento penale dovrà fornire prova non solo dell’omesso versamento di ritenute ma anche del fatto che il sostituto abbia rilasciato ai sostituiti le certificazioni da cui risulti l’effettuazione delle ritenute mai versate allo Stato. In tema di prove la Corte ha statuito che il mod. 770 inviato dal sostituto «è idoneo a dimostrare il mancato versamento delle ritenute» ma «non può costituire indizio sufficiente o prova dell’avvenuto rilascio» dei Cud.

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