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Risultati record per l´auto tedesca salari Vw +3,2%, vendite Bmw +28%

 

di Paolo Griseri

TORINO – Un incontro «inutile», «un teatrino», una scelta che arriva «in grave ritardo». Per una volta uniti, i sindacati giudicano con grande perplessità il rendez vous tra Sergio Marchionne, Silvio Berlusconi e tre ministri in programma sabato mattina a Palazzo Chigi. Mentre l´Italia delle quattro ruote attende di capire dall´ad del Lingotto il senso delle sue parole di venerdì a San Francisco («Tra due-tre anni Chrysler e Fiat si potrebbero fondere in un´unica società con sede qui»), dalla Germania arrivano notizie di segno diverso. Ieri notte i sindacati e i vertici di Volkswagen hanno trovato un accordo per aumentare del 3,2 per cento i salari degli operai che lavorano nella più grande azienda europea dell´auto. All´incremento percentuale andrà aggiunta una una tantum che non sarà comunque inferiore ai 500 euro. Aumenterà così ulteriormente la distanza tra i salari italiani e quelli del gruppo di Wolfsburg. Che proprio ieri ha superato la Fiat nella vendite di gennaio in Brasile. Il gruppo di Torino mantiene comunque il secondo posto in un mercato che ha dominato per nove anni. Vendita in aumento anche per Bmw che nel mondo ha incremento del 28 per cento a gennaio. Toyota alza le previsioni di vendita dell´1 per cento a 7,48 milioni di pezzi nonostante la brusca frenata di fine anno.
In Italia continua a tenere banco la frase di Marchionne. La Fiat continuerà a mantenere il suo quartier generale a Torino? Emma Marcegaglia prova a interpretare il pensiero dell´ad: «Da quello che abbiamo capito, lo spostamento della sede della Fiat non ci risulta essere all´ordine del giorno. Sabato Marchionne avrà l´occasione di spiegare bene qual è il suo progetto». Ben diverso il punto di vista di Susanna Camusso, leader della Cgil: «Chiediamo che la testa del gruppo resti in Italia e sospettiamo che una parte della progettazione stia già trasferendosi». Ipotesi che ieri il Lingotto ha seccamente smentito: «Le persone della progettazione che sono in trasferta a Detroit sono poco più di una decina». Ma quale sarà il destino di quegli uffici quando si realizzerà la fusione di cui ha parlato Marchionne? «Serve chiarezza – dice il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni – serve a tutti quelli che hanno buona volontà e non vogliono fare i piantagrane. Per questo chiediamo un incontro separato a Marchionne». Per Angeletti della Uil «l´incontro di Berlusconi con Marchionne è un teatrino inutile» e quanto all´incontro dei sindacati con l´ad «basta alzare il telefono e organizzarlo». Non è stata esclusa ieri sera l´ipotesi che l´eventuale vertice sindacale con il numero uno della Fiat avvenga tagliando fuori la Cgil. Ieri sera a Torino nuovo accordo separato sul monte ore sindacale: la Fiat ha imposto la clausola antisciopero e la Fiom non ha firmato.

 

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