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Ristrutturazioni, il nuovo Codice non scioglie il nodo linee di credito

La ristrutturazione del debito di un’azienda è spesso preceduta da una fase preparatoria caratterizzata da mesi di negoziati con le banche creditrici, che rappresenta un momento nevralgico nel rapporto tra le parti. In questa fase, il settore bancario per dare il proprio sostegno richiede massima trasparenza da parte dell’imprenditore, con il rischio però che, per quest’ultimo, l’autodenuncia della situazione di crisi possa determinare l’effetto opposto, ovvero una stretta creditizia.

Il Codice della crisi, così come il Dlgs correttivo approvato dal Consiglio dei ministri e ora all’esame delle commissioni parlamentari, non individua specifiche misure volte a facilitare il finanziamento delle aziende durante le trattative di ristrutturazione concorsuale (concordati e accordi di ristrutturazione).

In questa direzione si muove invece la direttiva Ue 2019/1023 con una serie di misure non ancora recepite dal legislatore italiano (il termine è il 17 luglio 2021).

La direttiva Ue

L’articolo 7 della direttiva Ue disciplina le azioni esecutive individuali e stabilisce che ai creditori (ad esempio le banche) non sia consentita la sospensione, revoca o qualunque altra modifica a danno del debitore in forza di una clausola contrattuale che preveda tali misure in ragione di una richiesta di apertura di una procedura di ristrutturazione.

I creditori non possano altresì sospendere, revocare o modificare i contratti pendenti essenziali per la gestione corrente dell’impresa (ad esempio le linee di credito autoliquidanti) per la sola ragione di non essere stati pagati dal debitore.

La normativa italiana attuale

Nella attuale legge fallimentare, dall’interpretazione sistematica degli articoli 182-quinquies, comma 3, 182-septies e 169-bis si potrebbe desumere che il deposito della domanda in bianco non determina la sospensione delle linee di credito autoliquidanti. Questa lettura è resa però più difficile dalla soppressione della norma del Codice della crisi (articolo 99, comma 2) che riprendeva l’articolo 182-quinquies, effettuata dal Dlgs correttivo.

Tuttavia, in questa fase frequentemente le banche sono già intervenute con la revoca o sospensione delle linee di credito, per cui tale interpretazione non assume concreta rilevanza. Prima di erogare nuova finanza, le banche richiedono infatti stabilità, espressa in termini di prededuzione dei crediti e di esenzione da revocatoria dei pagamenti ricevuti.

Il Codice della crisi

Il Dlgs 14/2019 è intervenuto con una riorganizzazione sistematica della materia ma non ha introdotto innovazioni in grado di sciogliere il nodo dei finanziamenti delle aziende in difficoltà in modo da favorire l’operatività dell’impresa durante le trattative di ristrutturazione, nonostante la continuità aziendale sia il principale obiettivo della riforma.

Il Codice della crisi conferma le tutele del finanziatore come il beneficio della prededuzione e l’esenzione dalla revocatoria degli atti esecutivi e dai reati di bancarotta semplice e preferenziale. Riorganizza e sistematizza la disciplina sull’erogazione della finanza in tutte le fasi della procedura.

Il Dlgs 14/2019 chiarisce inoltre la disciplina della cosiddetta finanza interinale, ovvero finanziamenti autorizzati prima dell’omologazione di uno strumento concorsuale volti a coprire le necessità di liquidità sino alla data del deposito del piano e della proposta. La prededucibilità è confermata a condizione che l’erogazione sia funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori e che il ricorso chiarisca tra le altre condizioni anche la destinazione dei finanziamenti e l’impossibilità di reperirli altrove.

Operazione di chiarimento anche per la finanza relativa alla fase esecutiva dello strumento concorsuale: gode del beneficio della prededuzione quando è prevista la “continuazione” dell’attività aziendale e qualora i finanziamenti siano espressamente indicati nel piano.

In tema di sanzioni, il Codice ha infine recepito l’interpretazione giurisprudenziale sancendo la negazione della prededuzione in caso di comportamento fraudolento del debitore o dell’attestatore e di concomitante consapevolezza di tali circostanze da parte del finanziatore.

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