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Ristrutturazioni, bonus ampio

Anche il compromesso registrato, se consente l’immissione in possesso dell’immobile, può consentire la detrazione delle spese di ristrutturazione. Hanno diritto alle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie non soltanto i proprietari degli immobili ma anche, per esempio, i locatari o i comodatari. A patto naturalmente che le fatture per le spese di ristrutturazione siano a loro intestate e che questi ultimi effettuino i pagamenti tramite bonifico bancario. Se invece i lavori di ristrutturazione sono effettuati in proprio, senza cioè l’ausilio di imprese edili, allora le detrazioni fiscali spetteranno solo per l’acquisto dei materiali necessari per l’intervento.

Sono queste alcune delle risposte alle domande più frequenti (c.d. Faq) messe on line nella serata di ieri sul sito internet del governo, nell’ambito della campagna «rimetti la casa al centro del tuo mondo».

Le risposte fornite ai dubbi più frequenti dei cittadini italiani sono state redatte a cura dell’Agenzia delle entrate così come le tre guide operative che affiancano le Faq sul sito del governo. Si tratta, nello specifico, della guida alle agevolazioni per il risparmio energetico, della guida al bonus mobili ed elettrodomestici e della guida alle ristrutturazioni edilizie.

Tornando alle risposte fornite on line sul sito del governo in materia di agevolazioni fiscali sulla casa, una delle più interessanti riguarda la possibilità di sfruttare le detrazioni Irpef anche prima di aver stipulato il rogito definitivo di acquisto dell’abitazione. Perché ciò possa realizzarsi nel concreto è necessario che sia stato stipulato e registrato un contratto preliminare di compravendita (il c.d. compromesso) e che nello stesso sia prevista l’immissione in possesso del futuro acquirente. Solo se si è immessi nel possesso del bene, precisa infatti l’Agenzia delle entrate, è possibile detrarre le spese per ristrutturazione edilizia sostenute nel periodo di tempo intercorrente fra la stipula del compromesso e l’atto definitivo di compravendita.

Possono accedere alle agevolazioni Irpef sulle ristrutturazioni edilizie anche soggetti che non sono né proprietari né titolari di altri diritti reali sull’immobile, come la nuda proprietà, l’usufrutto, l’uso o l’abitazione. Il caso esaminato è quello dell’inquilino che sostiene le spese per i lavori di ristrutturazione e che può accedere al bonus Irpef che spetta a chi sostiene la spesa e quindi anche al locatario o al comodatario.

Chiarimenti importanti da parte delle Entrate su quali sono in concreto i lavori finalizzati alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi che danno diritto alle detrazioni fiscali.

Fra queste tipologie particolari di spese, precisa l’Agenzia delle entrate, rientrano per esempio, gli interventi di rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici e ancora l’apposizione di grate sulle finestre o la loro sostituzione con infissi blindati, l’installazione di porte blindate o rinforzate; l’apposizione o la sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini; l’installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti; l’apposizione di saracinesche; tapparelle metalliche con bloccaggi, vetri antisfondamento, casseforti a muro, fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati; apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Non sono soltanto le spese di ristrutturazione vere e proprie a dare diritto ai bonus fiscali. Nel novero delle spese agevolate rientrano infatti anche quelle per la progettazione o per le altre prestazioni professionali connesse e, in ogni caso, le spese per prestazioni professionali comunque richieste in relazione al tipo di intervento eseguito. Ovvio che anche in questo caso la parcella dell’architetto o del geometra dovrà essere intestata al soggetto fruitore dei benefici fiscali e dovrà essere pagata con le stesse modalità – bonifico bancario – previste per le fatture delle ditte esecutrici o fornitrici dei materiali edili.

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