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Rispunta la voglia di fare impresa

E sono tre. Dopo le indicazioni in arrivo dal Centro Studi di Confindustria e da Bankitalia – tutte volte a disegnare un 2015 come spartiacque, dopo anni di recessione – anche il dato diffuso ieri da Unioncamere sulla nati-mortalità delle imprese (sulla base di Movimprese, la rilevazione condotta da Infocamere) sembra spingere a guardare con maggiore fiducia ai prossimi mesi. Un numero su tutti: il bilancio tra aperture e chiusure nel 2014 è stato positivo per 30.718 unità. Lo stock di imprese registrate è quindi cresciuto dello 0,51%, ben più del +0,21% di crescita messo agli atti nel 2013.
«I segnali che vengono dall’economia reale – ha commentato il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello – indicano che, a differenza delle tante false partenze registrate in questi anni, stavolta forse siamo davanti ad una reale opportuni tà di invertire la rotta».
A incidere positivamente sul risultato è senz’altro la marcata frenata delle cessazioni, che sono state 31.541 in meno rispetto a quanto avvenuto nei dodici mesi precedenti. In numero assoluto, le chiusure sono state 340.261. Analizzando la serie storica si tratta del secondo miglior risultato degli ultimi sette anni, dietro solo dopo a quello del 2010: l’anno della “ripresina” con il saldo fra aperture e cessazioni più elevato del periodo (allora 72.530).
In questo quadro, per Unioncamere dai dati sulla nati-mortalità nel 2014 emerge un’ulteriore elemento che potrebbe spingere a pensare a una crescita “non effimera”. L’intero saldo positivo dell’anno è infatti totalmente spiegato dalla forte crescita delle società di capitali: 47.508 in più in termini assoluti, pari a una crescita del 3,29% rispetto al 2013. «Il dato – si legge nella nota diffusa da Unioncamere – conferma un orientamento ormai consolidato tra i neo-imprenditori italiani che, per affrontare il mercato, si affidano sempre più spesso a formule organizzative più “robuste” e strutturate. Non solo perché più capaci di intercettare gli incentivi pubblici opportunamente messi al oro disposizione, ma soprattutto perché la società di capitali si presta a essere più attrattiva rispetto a nuovi investitori e, dunque, a consentire un percorso di crescita all’idea di business».
A livello territoriale i saldi fra aperture e cessazioni sono stati positivi in Nord Ovest (6.902), ma soprattutto Centro (12.908) e Sud-Isole (11.893). Leggero segno meno invece nel Nord Est (-985). Da sottolineare il risultato del Lazio il cui tasso di crescita dello stock di imprese è stato dell’1,80%: tre volte il dato nazionale. Quanto invece ai settori, i saldi maggiori in termini assoluti si sono registrati nelle “Attività di alloggio e ristorazione” (+10.910 unità), nei “Servizi di supporto alle imprese” (9.290) e nel “Commercio” (7.544). All’estremo opposto manifattura (-3.984 rispetto al 2013), costruzioni (-7.308 unità) e agricoltura (-15.742 unità).

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