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Risparmio, si chiude un anno record

Record. È questo il denominatore comune dei grandi gruppi del risparmio gestito italiani per questo 2014 che si è appena concluso. Azimut, Banca Generali e Banca Mediolanum hanno diffuso i dati di raccolta di dicembre; per tutti e tre il dato è stato positivo (rispettivamente 115, 333 e 583 milioni), confermando un trend che va avanti ormai da mesi e che ha portato le tre società ad archiviare l’intero 2014 con cifre da primato. L’incidenza del risparmio gestito è stata determinante sul dato totale di raccolta di tutti e tre i gruppi.
Analizzando le cifre del gruppo Azimut emerge che nell’anno appena concluso sono stati incassati complessivamente 5,6 miliardi e di questi ben 4,8 arrivano da risparmio gestito, mentre il patrimonio è arrivato a quota 30 miliardi e di questi 26,7 sono riconducibili a fondi e Sicav. «Nel 2015, anno in cui festeggiamo 25 anni di attività, vogliamo proseguire nel trend di crescita della raccolta e delle masse secondo gli obiettivi fissati da piano industriale, raggiungere 50 miliardi di patrimonio totale e 300 milioni di utile netto entro il 2019». Lo ha spiegato Pietro Giuliani, presidente e ceo del gruppo Azimut. «Per farlo – ha proseguito -investiremo molto sullo sviluppo della nostra piattaforma tecnologica per far risparmiare tempo ai nostri financial partner e per migliorare la loro relazione con i clienti. Contribuiranno, inoltre, alla crescita delle masse il reclutamento di profili di fascia alta e la nostra strategia di espansione all’estero, la quale concorre anche ad arricchire la nostra capacità innovativa nella gestione». Il quadro resta positivo anche per il 2015, anche se non manca un po’ di incertezza per il contesto volatile dei listini. «Sono fiducioso che saremo in grado di continuare il nostro percorso di crescita – ha concluso il patron di Azimut – ma è difficile fare ora delle proiezioni puntuali perché la variabile principale del 2015 sarà, a mio avviso, l’andamento dei mercati».
Può brindare anche Banca Generali che nel 2014 ha raccolto in totale oltre 4 miliardi. Cifra che ha permesso di registrare una crescita del 78% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso la parte del leone arriva dal comparto del gestito che nel 2014 ha totalizzato 4,2 miliardi (+51% rispetto al 2013). In crescita pure il patrimonio, andato oltre la soglia dei 36,5 miliardi. Piermario Motta, amministratore delegato di Banca Generali, ha definito il 2014 «un altro anno straordinario che ci vede ai vertici del nostro settore nel mondo Assoreti, per raccolta netta e gestita evidenziando la qualità dell’offerta e la professionalità dei nostri consulenti. Quattro miliardi di raccolta rappresentano un dato molto gratificante perché maturato senza l’aggiunta di investimenti istituzionali ma unicamente dal rapporto dei nostri professionisti con le famiglie italiane». L’ad di Banca Generali sottolinea inoltre la costante ascesa nell’ultimo triennio. «È stato un percorso che ci ha portato ad accrescere le masse di oltre 13 miliardi; un livello che supera per dimensione tante realtà presenti da anni nel nostro comparto». Positive anche le premesse per 2015 alla luce di un contesto di mercato «dove i bassi tassi di interesse – prosegue Motta – e l’incertezza sullo sfondo rendono indispensabile per i risparmiatori italiani il nostro lavoro nella pianificazione finanziaria».
Ha superato i 4 miliardi anche la raccolta annuale targata Banca Mediolanum con un incremento del 22% sul 2013. Particolarmente incisiva la raccolta dei fondi comuni (619 milioni in dicembre e 4,8 miliardi nel 2014) che sono da sempre cavallo di battaglia della società guidata da Massimo Doris. «Siamo molto soddisfatti di questi dati – ha spiegato l’ad di Banca Mediolanum – e pensiamo che il risparmio gestito andrà bene anche nel 2015, mentre lo scenario cambierà nel 2016 perché alla fine di quest’anno gli investitori realizzeranno i risultati deludenti del comparto obbligazionario». Comparto grazie al quale è stato realizzata buona parte della raccolta del sistema fondi.In sostanza, quindi, ora è il momento di cambiare strategia. «Noi stiamo già pianificando uno spostamento graduale sull’azionario – prosegue Doris – e lo facciamo attraverso fondi diversificati per settore e per area geografica. Chiaramente mettiamo in preventivo la volatilità, ma pensiamo che questa scelta permetterà di ottenere rendimenti maggiori nel medio/lungo termine».

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