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Risparmio, sale la voglia di «rischio»

Italiani popolo di risparmiatori nonostante la crisi. «L’Italia è tuttora uno dei Paesi a più alto tasso di risparmio delle famiglie anche nel confronto internazionale», ha spiegato ieri Giuseppe Vegas, presidente Consob. Ed ha aggiunto: «Secondo gli ultimi dati disponibili, la ricchezza complessiva delle famiglie è pari a circa 4 volte il debito pubblico del Paese. Al netto degli immobili, essa risulta pari a 2 volte il Pil nazionale». Infine il riferimento dell’Ocse all’Italia: «L’Ocse ha stimato che nel 2012 la ricchezza netta risultava pari a 8 volte il reddito lordo disponibile, un livello questo che si poneva al secondo posto fra i Paesi del G7».
Numeri pesanti per il risparmio. Come investono allora gli italiani i propri soldi?
La mappa degli investimenti
Due gli elementi da considerare. Il primo emerge dal sondaggio di Gfk Eurisko per Consob sulle famiglie italiane: i risparmiatori, nel 2014, hanno aumentato il livello di partecipazione ai mercati finanziari passando al 48% dal 41 nel 2013. «L’incremento è ascrivibile principalmente alla crescita della quota di investitori retail – viene spiegato nella relazione dell’authority – che detengono almeno un’attività rischiosa (azioni, obbligazioni, risparmio gestito e polizze vita), che si è collocata al 32% a fine 2014 (26% nel 2013), pur continuando a rimanere al di sotto dei valori registrati nel 2007».
Un lieve aumento, quindi, della propensione al rischio. Gli italiani, ha fatto notare lo stesso Vegas, sono alla ricerca di forme di impiego più redditizie: «A fronte di una raccolta negativa dei fondi azionari per 186 milioni nell’ultimo trimestre del 2014, i primi tre mesi del 2015 hanno registrato un’inversione di tendenza con un dato positivo di circa 5 miliardi». Fondi comuni appunto e questo è il secondo elemento da sottolineare, ovvero la conferma del boom del risparmio gestito. «Nel 2014 il patrimonio riferibile ai prodotti del risparmio gestito collocati in Italia – viene evidenziato nella relazione dell’authority che vigila sui mercati – ha continuato ad aumentare, passando da 1.225 miliardi di euro a fine 2013 a 1.410 miliardi (+15%), grazie al significativo incremento registrato dalla raccolta netta».
Prudenza e tutele
Attenzione però. Nonostante la ricerca dei rendimenti, il risparmiatore italiano resta in generale guardingo nei confronti degli investimenti: circa il 70% delle famiglie italiane, osserva la Consob elaborando i dati del sondaggio, sembra infatti disposto a investire i propri risparmi in prodotti finanziari a condizione che essi garantiscano la protezione del capitale o un rendimento minimo. A riprova di tale atteggiamento, sono i titoli di Stato italiani e le obbligazioni bancarie italiane che rimangono tra i prodotti finanziari maggiormente diffusi: sulla base delle interviste di Gfk Eurisko, il 13% delle famiglie ha in portafoglio bond governativi tricolore mentre il 10% dei nuclei intervistati detiene bond bancari.
La prudenza è mista anche a una cultura finanziaria ancora bassa. Da qui l’azione di Vegas, in particolare, sul collocamento di prodotti complessi: «Consob con una comunicazione del dicembre 2014, ha adottato una strategia di intervento a tutela degli investitori che si basa sull’individuazione di una lista esemplificativa di prodotti finanziari a elevata complessità e opacità, per loro natura non adatti alla clientela retail». Tali prodotti, aggiunge Vegas, potranno da giugno essere distribuiti solo seguendo specifiche cautele. Per ora è una moral suasion ma di fatto la Consob anticipa in tal modo la Mifid2, la nuova direttiva Ue sui mercati finanziari.
Sanzioni a promotori e Sgr
Infine, a proposito di vigilanza sulle reti che collocano prodotti finanziari, nel 2014 sono stati adottati 68 provvedimenti sanzionatori (63 nel 2013) nei confronti dei promotori: nel dettaglio, sono state decise 37 radiazioni dall’albo, 22 sospensioni a tempo determinato (da minimo un mese a massimo quattro mesi) e 9 sanzioni pecuniarie per un importo complessivamente pari a circa 50 mila euro. Sul versante società di gestione, sono state inoltre inviate 70 lettere di contestazione agli esponenti aziendali di sei Sgr.

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