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«Risparmio, motore della ripresa»

La ripresa può passare anche dagli investimenti delle famiglie italiane. Tre su quattro sono in grado di accantonare, dice uno studio del Censis che verrà presentato oggi al Salone del Risparmio, l’undicesima edizione della manifestazione promossa da Assogestioni che si apre al MiCo, il centro congressi di Milano, e che durerà fino a venerdì 17 settembre. Il punto, da qui in avanti, sarà capire in che modo questa ricchezza che è storicamente sempre stata molto prudente e che nell’ultimo anno è finita addirittura in trincea a causa del virus, potrà trovare strade per «costruire nuovi mondi», come recita il titolo della manifestazione.

Almeno una parte di quella liquidità che resta sui conti correnti (oltre 1700 miliardi, di cui più di 100, un record, parcheggiati lì nell’ultimo anno e mezzo) può diventare un motore per il futuro. Di chi farà scelte personali di investimento, certo. Ma anche di tutto il Paese. Di questo parleranno stamattina, dando inizio ai lavori, Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni, e Alessandro Rivera, direttore del generale del Tesoro.

I numeri dell’Italia — che non cresce davvero da almeno 15 anni e che adesso spera di trovare nel Pnrr, il piano per l’utilizzo dei fondi Ue, e nello sforzo collettivo per l’attuazione di riforme importanti la fiducia necessaria per fare un salto, anche economico e finanziario — verranno presentati da Giorgio De Rita, segretario generale del Censis e da Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni.

Qualche segnale di interesse per un impegno più a lungo termine dei risparmi — che apprezzano sempre di più le soluzioni sostenibili offerte da fondi e case di gestione incamminate sulla strada di un business sempre più regolato da parametri Esg — si vede già. E le ultime cifre della raccolta dell’industria italiana del risparmio lo confermano: fondi, polizze e mandati nei primi sette mesi del 2021 hanno intercettato flussi per 57 miliardi e lo stock ne vale ora 2.545, quanto il Pil della Regina. O quanto la capitalizzazione «monstre» di alcuni giganti tecnologici quotati a Wall Street, come Apple.

Liquidità da far «lavorare» e innovazioni da mettere a punto. Le riflessioni più ampie e anche quelle più specializzate nel programma del Salone seguono un doppio binario.

Se anche solo l’impiego di una piccola parte del cash che ha fatto da argine alla paura potrà far maturare il nostro sistema, la crescita da inseguire passa da grandi cambiamenti impegnativi, dalle transizioni ad un Paese più sostenibile e più digitale di cui si discuterà — nella giornata conclusiva aperta a tutto il pubblico e non solo agli addetti ai lavori — con il ministro Roberto Cingolani ed il botanico Stefano Mancuso. Tra i 350 relatori ci saranno poi Frederic Laloux, grande esperto di organizzazione aziendale, la ministra per la Famiglia e le Pari opportunità Elena Bonetti, il commissario Consob Paolo Ciocca.

Il programma, articolato in sette percorsi, prevede 115 conferenze, mentre i marchi presenti sono 170 e i visitatori già iscritti, per seguire i lavori in presenza o da remoto, sulla piattaforma di broadcasting FR|Vision, sono 12 mila.

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