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Risparmio, la Borsa spinge il polo-Cdp

I progetti di un riassetto nel mondo del risparmio gestito piacciono al mercato. Soprattutto perchè sullo sfondo si staglia l’ipotesi della nascita del terzo polo del risparmio italiano alle spalle di Generali ed Eurizon e non lontano dal nuovo aggregato Pioneer-Amundi. Un progetto che, come ricostruito domenica dal Sole 24Ore, coinvolgerebbe Banco Bpm, Anima, Poste Italiane e Cdp. E prevederebbe uno sviluppo in più step. Il primo dei quali vede l’acquisizione di Aletti Gestielle da parte di Anima. Ieri il tema è stato affrontato nel corso di un Cda della Sgr, anche se al momento i tempi non sembrano ancora maturi perchè si arrivi alla formalizzazione di un’offerta definitiva, i cui numeri sono ancora in via di valutazione. Tuttavia, che la società guidata da Marco Carreri sia interessata alla fabbrica prodotto del gruppo BancoBpm lo conferma anche anche una nota diffusa ieri dalla stessa Anima, che ha sottolineato come in riferimento «all’eventualità di una integrazione con Aletti Gestielle sgr, questa sarebbe coerente» con le linee guida di crescita per linee esterne previste dal gruppo e per questo «oggi sono in corso discussioni preliminari per verificare se tale opzione sia percorribile». Parole che hanno incoraggiato gli acquisti sul titolo della società di gestione, il cui rialzo finale è stato del 6,16%, a 6,8 euro.
A beneficiare del trend rialzista ieri è stato anche lo stesso BancoBpm (che ha chiuso in rialzo dell’1,18% a 3,1 euro), che venderebbe la controllata Aletti Gestielle in cambio di una liquidazione cash che è stimata tra i 650 e i 700 milioni, a seconda delle valutazioni degli analisti, con un impatto positivo pari a 60 punti base sul Cet 1 ratio, con l’obiettivo di detenere una quota attorno al 15% del nuovo gruppo.
Una volta realizzato questo passaggio, il riassetto vedrebbe il conferimento nel nuovo polo di BancoPosta Fondi da parte di Poste Italiane, che oggi già controlla il 10% di Anima e così facendo arriverebbe al 25%. In ultimo, una parte di tale quota sarebbe venduta da Poste a Cdp: l’ipotesi riguarda un 10-15% del capitale per una cifra vicina ai 500 milioni.
Benchè il disegno sia tratteggiato nello suo schema di massima, non è detto che sia passibile di modifiche in corsa. Possibile anche che nei ragionamenti di riassetto possa rientrare Arca Sgr, il cui 40% – eredità della liquidazione delle due Venete, oggi in mano all’ente di Liquidazione coatta amministrativa – potrebbe essere oggetto di un’acquisizione da parte di Cdp. L’ipotesi non è stata ancora formalizzata, ma a Roma qualcuno ci sta pensando, e non è escluso che possa diventare d’attualità. Anche se prima andrà sondata la possibilità che le altre due banche azioniste, Bper e Pop. Sondrio, trovino un assetto condiviso sulla governance. I tempi del resto sembrano maturi. Ecco perchè non è escluso che nei prossimi giorni i contatti tra Modena e Sondrio, da una parte, e l’ente di liquidazione si infittiscano.

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