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Risparmio, i Btp tornano al 2% nei giorni dell’incertezza L’euro aspetta l’inflazione

Per ora siamo ben lontani dai numeri apocalittici di qualche anno fa, ma la distanza tra il rendimento del Btp decennale e il Bund tedesco è tornata sopra i 140 punti, dopo aver bucato i 100, a dispetto di tutti i pessimismi che però in questi giorni si stanno prendendo qualche rivincita. Il titolo benchmark italiano ieri rendeva il 2%, quello trentennale viaggiava al 3%. Lo scivolone di prezzi e il rialzo di rendimenti non ha riguardato solo Italia e Spagna, ma anche lo stesso Bund, che si è arrampicato fino a 0,63%, un massimo importante se si pensa che a fine aprile il titolo tedesco ballava intorno a 0,1%.
La ragione dell’inversione di marcia è, con molta probabilità, quasi tutta da cercare nell’impossibilità di capire se e come si risolverà la trattativa tra la Grecia e i creditori internazionali. «Difficile pensare oggi che il rialzo dei tassi, Bund compreso, sia in qualche modo legato allo sconto di nuove aspettative di ripresa», dice Angelo Drusiani, gestore obbligazionario di Banca Albertini Syz. Anche se le previsioni sul costo della vita in Europa sono un poco migliorate. Ieri un report dell’Eurostat (l’Istat europea) ha corretto al rialzo (non più o,2% ma 0,3%) le stime per il mese di maggio appena finito. Ma una rondine «zero virgola» non fa primavera. Non adesso, almeno.
La stagione che arriva, comunque, non sarà semplice per gli investitori fedeli al reddito fisso. In caso di veloce e positiva soluzione della vicenda greca, infatti, sarebbe possibile tornare a guadagnare qualcosa in conto capitale se il decennale tornasse all’1,5% e lo spread si chiudesse scendendo di nuovo verso o sotto quota 100. Ma poi si ripropone il dilemma del «più in basso non si può».
E quindi, un po’ come è accaduto negli ultimi mesi, bisogna mettere in conto che una risalita dei tassi legata o alle mosse della Federal Reserve americana (che in autunno potrebbe dire addio alla politica dello zero) o all’idea di una possibile ripresa in Europa, renderebbe difficilissimo guadagnare con i Btp classici. Un?alternativa da valutare è quella dei Btp Italia, i titoli legati all’andamento del costo della vita, destinati a rendere di più non appena l’inflazione dovesse uscire dal congelatore dove si trova adesso.
Se invece le cose dovessero andar male o malissimo — con un addio della Grecia di cui nessuno è in grado di calcolare le conseguenze — è difficile pensare che i Btp possano rappresentare un’ancora di salvezza.
Ecco perché, secondo diverse ricette di buon senso, nei portafogli in questo momento dovrebbe anche esserci una quota — parametrata alla propria capacità di rischiare — di dollari, sterline o corone del Nord Europa

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