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Risparmio, conti senza l’oste

Accumulo del risparmio croce e delizia del nuovo redditometro. L’incremento delle risorse e delle disponibilità finanziarie del contribuente può infatti giocare un duplice ruolo ai fini del nuovo accertamento sintetico: elemento probatorio a favore del contribuente al fine di giustificare lo scostamento fra tenore di vita e redditi dichiarati oppure elemento indice di capacità contributiva utilizzato dal fisco quale componente del reddito sinteticamente accertabile.

Tutto dipende da quando e come il risparmio stesso si è formato e accumulato.

L’incremento delle risorse finanziarie nei periodi antecedenti quello oggetto di accertamento può infatti costituire un valido elemento di prova a favore del contribuente che proprio attraverso l’utilizzo del risparmio accumulato potrà giustificare tutto o parte dei maggiori redditi sintetici a esso ascritti.

La quota di risparmio formatasi nel corso dell’anno oggetto di accertamento costituisce invece, secondo il disposto contenuto nel primo comma dell’articolo 1 del decreto ministeriale 24 dicembre 2012, un elemento indice di capacità contributiva che contribuisce alla determinazione del reddito sinteticamente accertabile in capo al contribuente.

Se dunque accumulare risparmio è senz’altro un atteggiamento saggio e degno perfino di tutela di rango costituzionale, la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, recita infatti l’articolo 47 della costituzione italiana, le maggiori disponibilità sui conti correnti possono assumere connotati completamente opposti a seconda dell’epoca di formazione e del periodo d’imposta sul quale si concentrano le attenzioni del fisco.

Le riflessioni fin qui condotte dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’aver inserito la quota di risparmio accumulatasi nell’anno, al pari di qualsiasi altro elemento indicativo di capacità contributiva, è stato quanto meno un azzardo giuridico.

Se uno stesso elemento finisce per assumere una valenza diversa e opposta a seconda che lo utilizzi il contribuente oppure l’ufficio è evidente che c’è qualche cosa alla radice che non quadra.

Non è dunque un caso se nelle motivazioni che hanno indotto il giudice del Tribunale di Napoli nell’ordinanza n. 250/2013 del 21 febbraio scorso, ad adottare una misura cautelare a favore del ricorrente inibendo all’Agenzia delle entrate di procedere con i controlli da nuovo redditometro nei suo confronti, figura anche l’utilizzo del risparmio quale supporto probatorio dell’accertamento sintetico.

Ma torniamo al risparmio e alla sua duplice veste nel nuovo redditometro.

Per utilizzarlo in chiave difensiva il contribuente avrà una duplice necessità: dimostrare la sua esistenza anteriormente alla spesa sostenuta o alla manifestazione di capacità contributiva nonché l’utilizzo del risparmio stesso per finanziare la spesa.

Sulle concrete modalità di utilizzo del risparmio accumulato in chiave difensiva da parte del contribuente l’Agenzia delle entrate, in una delle risposte fornite durante il Videoforum 2011 di ItaliaOggi ebbe a precisare che la prova dell’utilizzo del risparmio o degli extra redditi passati andava verificata caso per caso. Le modalità attraverso le quali si riterrà assolto tale onere probatorio, precisarono le Entrate, «saranno valutate volta per volta in ragione della fattispecie concreta. Non è, pertanto, sufficiente l’astratta riferibilità della spesa alla capienza reddituale degli anni precedenti».

In merito invece all’utilizzo della quota di risparmio accumulata nell’anno come elemento che concorre alla formazione del reddito complessivo accertabile a carico del contribuente, la stessa Agenzia delle entrate, nella recente circolare n. 1/2013, ha precisato che «la quota di risparmio formatasi nel corso dell’anno e non utilizzata per spese di investimento o per consumi concorre alla determinazione del reddito complessivo accertabile, come previsto dall’art. 3 del decreto ministeriale 24/12/2012».

È sempre risparmio. Sono sempre le stesse disponibilità finanziarie accumulate dal contribuente che possono però giocare a favore o contro di lui.

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