Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Risparmio, Bpm prepara il risiko. La quota in Anima sale al 19,5%

Una volta come possibile forza aggregante per un polo nazionale nel risparmio gestito, un’altra come preda ambita dai principali player internazionali nel settore. Anima fa spesso parlare di sé nello scacchiere di un’industria in cui opera con un patrimonio di masse di ben 177 miliardi di euro e allora, forse, è bene rafforzare la presa sul suo capitale in vista di ipotetiche operazioni straordinarie.

Così deve probabilmente aver pensato Banco Bpm, che della società guidata da Alessandro Melzi d’Eril è il maggiore azionista, oltre che il principale distributore dei suoi prodotti. Il gruppo bancario di Piazza Meda ha infatti arrotondato, e non di poco, la partecipazione nell’ultimo mese: attraverso una serie di piccole, ma continue operazioni fra il 7 maggio e il 3 giugno ha acquistato azioni di Anima Holding pari al 4%, arrivando a detenere una quota del 19,5 per cento.

La mossa ha colto di sorpresa tanto il mercato, quanto gli analisti, che faticano a dare spiegazioni lasciando quindi spazio a volte alle congetture più fantasiose su un ipotetico «risiko» nel risparmio. Legata a doppio filo anche con Poste Italiane (secondo azionista con il 10%), oltre che con Mps per via degli accordi pluriennali di distribuzione, Anima è da anni ormai accostata ad Arca Sgr, verso la quale i manager non hanno del resto mai negato l’interessamento. A sparigliare le carte sono giunte a fine aprile le voci di un interessamento da parte del big del risparmio francese Amundi, cadute però poi nel vuoto.

Ora l’operazione Banco Bpm, che si tinge di giallo anche perché non appare certo frutto del caso. Formalmente la partecipazione è catalogata in bilancio fra le attività disponibili alla vendita (available for sale), ma anche di recente, durante la presentazione agli analisti dei dati del primo trimestre, l’amministratore delegato Giuseppe Castagna aveva ribadito la sua valenza strategica. E se l’arrotondamento dello 0,7% effettuato a marzo, nei giorni più bui sui mercati per l’epidemia di coronavirus, non aveva suscitato particolari attenzioni così come il successivo superamento della soglia del 15% legato anche all’effetto indiretto della cancellazione di 11,4 milioni di azioni (pari al 3% del capitale) deliberato da Anima, non altrettanto può dirsi per quanto avvenuto nelle ultime quattro settimane.

Di certo si sa che Banco Bpm si è (per ora) fermata a un passo dalla soglia del 20% – oltre la quale scattano ulteriori e più stringenti obblighi di comunicazione alla Consob e occorre chiedere l’autorizzazione preventiva alla Banca d’Italia – e che la spesa, vicina ai 50 milioni di euro, non è certo stata trascurabile. A fantasticare, sempre per il momento, è la Borsa, che ieri ha premiato tanto il socio in acquisto (le cui azioni sono risultate le migliori del Ftse Mib con un progresso del 4,3%) quanto la holding oggetto d’attenzione (+3,7%).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il colosso cinese Huawei non compare nella lista dei fornitori ammessi alla gara indetta da Tim e pa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tutti sulla nuvola a caccia dell’oro del secolo: i dati. Come custodirli, in sicurezza. E scambiar...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio al 30 settembre del termine per l'approvazione dei bilanci di previsione 2020-2022 e della sa...

Oggi sulla stampa