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Risparmio, Allianz lancia la sfida fusioni: «Saremo cacciatori esigenti e selettivi»

«Saremo cacciatori, ma cacciatori esigenti e selettivi». Tobias Pross ha ben in mente il ruolo che Allianz Global Investors, la società che guida dai primi cruciali mesi del 2020, intende recitare nel processo di consolidamento in atto nell’industria del risparmio gestito in Europa e nel mondo. E anche gli spazi che mira a conquistare in Italia: un mercato «prioritario» nel quale il gruppo tedesco gestisce già 50 miliardi di euro, quasi un decimo rispetto al patrimonio di 582 miliardi amministrato a livello globale a fine 2020, ma nel quale la strada principale da percorrere resta quella della crescita per linee interne, facendo leva sulle proprie competenze distintive e su nuove alleanze strategiche.

L’industria del risparmio esce rafforzata dalla pandemia, ma è in continuo fermento. Quali sono le intenzioni di Allianz Gi?

È evidente che esista a livello globale una tendenza al consolidamento tra gli asset manager. La situazione attuale può offrire interessanti opportunità di fusioni e acquisizioni che abbiamo valutato e stiamo continuando a valutare. È però importante sottolineare che saremo potenzialmente interessati a perseguire solo quelle opportunità che dovessero presentare un profilo strategico coerente con la nostra value proposition e con le esigenze dei nostri clienti: in uno scenario simile ci vediamo quindi come un cacciatore, ma come un cacciatore esigente e selettivo.

Cosa intende esattamente?

Che non siamo disposti a scendere a compromessi sulla qualità o sull’adeguatezza: non escludiamo di agire nei casi in cui ci sia la possibilità di rafforzare le nostre capacità o estendere la nostra copertura clienti, ma lo faremo soltanto dove la creazione di valore è chiara e tangibile.

E l’Italia?

Resta uno dei mercati chiave, dove siamo molto attivi sia nel segmento istituzionale, sia in quelli wholesale retail, e nel quale abbiamo una partnership di lungo corso e di successo con Allianz Spa e Allianz Bank. Il nostro obiettivo è di accrescere organicamente la quota di mercato e di rafforzare ancora la posizione competitiva facendo leva sulle nostre eccellenze. Per raggiungerlo contiamo di sfruttare al meglio il potenziale legato al nostro attuale posizionamento e di aumentare il numero di partnership strategiche.

Anche in Italia, come in Europa, il risparmio è cresciuto in misura esponenziale, sottraendo risorse importanti all’economia reale. Come si risolve questo impasse?

Sicuramente gran parte di

questo denaro è rimasto parcheggiato in conti correnti o depositi e dovrebbe essere impiegato molto meglio.

Abbiamo però anche assistito a un forte incremento degli investimenti azionari, in particolare nelle aree degli investimenti tematici. Questo è un bene per entrambe le parti: l’investitore ottiene il suo ritorno puntando sui trend strutturali più promettenti, mentre le aziende hanno un accesso migliore

a forme di finanziamento per

i loro progetti.

Alcune banche hanno iniziato ad applicare tassi negativi ai clienti, soprattutto in Germania, scatenando una continua caccia alle offerte più convenienti sui depositi. Cosa ne pensa?

Inseguire un extra-rendimento marginalmente più elevato passando da un conto bancario all’altro non aiuta. Se il tasso di remunerazione aumenta dallo 0,3% allo 0,4%, l’inflazione seppur bassa elimina ogni potenziale ritorno reale positivo. Anche perché non ci aspettiamo che la Bce aumenti i tassi d’interesse nel prossimo futuro, e se ciò dovesse accadere, prevediamo che restino comunque sotto la curva dell’inflazione. La conseguenza è che è indispensabile investire e diversificare. Gli italiani sono tradizionalmente attenti all’investimento immobiliare, e questo è un buon punto di partenza, poi però occorre che allochino anche il denaro su altre asset class: l’azionario dovrebbe rappresentarne parte importante, ma è necessario tenere conto dell’attuale elevato livello delle valutazioni nel processo di costruzione di un portafoglio.

Quindi cosa consiglierebbe?

È di nuovo il momento dell’investimento multi asset, poiché la diversificazione nel 2021 deve andare oltre le azioni e i tradizionali rifugi sicuri contro la volatilità. Qui entriamo in gioco noi, offrendo prodotti adeguati al profilo di rischio di qualsiasi investitore, con un’allocazione dinamica articolata in una varietà di asset class. Il tutto supportato da una gestione del rischio agile, quanto mai necessaria in questo contesto di rapidi cambiamenti. Per la riserva di liquidità, i fondi obbligazionari a breve scadenza rappresentano invece una buona alternativa ai conti corrente, poiché offrono un rendimento potenziale più interessante, mantenendo la volatilità estremamente bassa.

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