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Risparmiatori, chi è più tutelato

Il fascino della più antica banca del mondo che il Montepaschi ha esercitato sugli investitori istituzionali esteri acquirenti dei suoi bond fino a qualche settimana fa è svanito, forse irreparabilmente. Dall’estero sono arrivate le vendite più consistenti sui Mps-bond in questi giorni perchè perduta è la reputazione di Rocca Salimbeni, nel mirino della procura per una lunga lista di presunti reati, delle autorità di vigilanza per un buco tra derivati e tossici che potrebbe superare i 500 milioni comunicati lo scorso novembre e sotto osservazione da parte del Fondo monetario internazionale per il basso livello di capitale a copertura delle sofferenze. Gli istituzionali non ci vedono chiaro e disinvestono.
In questi giorni, i prezzi dei titoli di debito del Monte sono calati pesantemente, soprattutto per i subordinati, il costo dei Cds è divenuto il più alto nel sistema bancario italiano mentre il rischio di ulteriori declassamenti sui rating è dietro l’angolo. Tuttavia, i possessori dei Montepaschi-bond a livello senior non hanno nulla da temere. Nell’eventualità di un vero e proprio salvataggio dell’istituto da parte dello Stato, o anche senza ricorrere a questi rimedi estremi, i detentori delle obbligazioni senior non rischiano di perdere il capitale e a scadenza saranno rimborsati integralmente (altra cosa è vendere prima della scadenza): nessun crack bancario nell’Eurozona ha fatto perdere soldi ai detentori di senior bond. Neppure in Irlanda e Spagna.
Per contro, i possessori di alcune classi di strumenti subordinati, e solo in alcune specifiche circostanze anche eccezionali previste dai Monti-bond, rischiano di perdere gli interessi perchè ibridi.
Il rendimento dei senior bond fino a due anni di vita residua è schizzato di 150 centesimi nelle ultime tre sedute. I CDS senior in dieci giorni si sono allargati di circa 80 centesimi, passando da 387 punti a 467 punti, mentre il CDS subordinati sono saliti di 200 punti in una settimana,da 720 a 930 punti. Il Montepaschi è ora il titolo bancario italiano con la più costosa protezione contro il rischio default.
«Tutte le obbligazioni bancarie italiane, comprese quelle del Montepaschi, hanno una parte consistente di sottoscrittori retail e quindi la volatilità dei prezzi è più bassa rispetto alle obbligazioni bancarie emesse in altri paesi dove la quota in mano agli istituzionali è più elevata», ha commentato Pascal Decque, analista del Crédit agricole a Parigi. La comunità internazionale, tuttavia, resta preoccupata: «Il Fondo monetario internazionale ha avviato di recente un’indagine dedicata alle prime venti banche italiane, per verificare se i livelli della copertura sui crediti dubbi (NPL o non-performing loans) sono adeguati – ha puntualizzato Decque – Il Montepaschi è tra 30 e 40%, un rapporto basso, contro 60% di Intesa e 55% di Unicredit. I sottoscrittori dei bond Montepaschi temono che potrebbe essere richiesto, dopo la review del Fondo, un accantonamento aggiuntivo di capitale per riportare questo rapporto a un livello più adeguato».
«I bond senior del Montepaschi venivano scambiati fino a qualche mese fa allo stesso livello di Banca Intesa e Mediobanca, pur con un rating più basso, perchè il nome piaceva molto agli investitori esteri», ha commentato un trader. Negli ultimi giorni, il quadro si è deteriorato rapidamente non per l’arrivo dei Monti-bond, che sono un bene per la solidità e affidabilità della banca e dunque per i suoi creditori, ma per il rischio che i buchi su operazioni non trasparenti possano essere maggiori del previsto e che l’iniezione di capitale possa sforare quanto stimato finora. La liquidità sui bond si è prosciugata, i venditori non hanno trovato compratori e i prezzi sono calati drasticamente. Anche i rating restano una spada di Damocle per gli investitori. I risparmiatori privati, ai quali in un passato remoto era precluso l’acquisto dei bond subordinati, hanno invece acquistato subordinati Montepaschi: il retail farà bene a studiare i prospetti per capire dove sono finiti i suoi risparmi, se nell’Upper Tier 2, nel Lower Tier 2, nel junior subordinated o negli ibridi Tier 1.

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