Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Risorse, primo passo del Governo

Il passaggio preliminare per sbloccare il pagamento dei debiti pregressi della Pa è la presentazione in Parlamento della «relazione di aggiornamento» degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. Si tratta di un disegno di legge, che oggi sarà all’esame del Consiglio dei ministri. Procedura obbligata, prevista dal nuovo articolo 81 della Costituzione e dalla conseguente «legge rinforzata», che ci vincola al rispetto del pareggio di bilancio. In caso di scostamenti temporanei dal percorso, il governo deve appunto presentare un apposito provvedimento alle Camere, in cui motivi e circoscriva lo scostamento indicando al tempo stesso il relativo piano di rientro. Ddl che dovrà essere approvato a maggioranza assoluta da ciascuna Camera. Subito dopo si potrà procedere con il varo del decreto. Sull’intera procedura occorre acquisire il placet della Commissione europea, che in questo caso di può dare già per acquisito alla luce della dichiarazione congiunta di lunedì scorso dei commissari Antonio Tajani e Olli Rehn.
Fonti governative confermano che l’iter è questo, l’istruttoria è in corso, nella constatazione che dopo l’importante via libera di Bruxelles occorra procedere nel più breve tempo possibile. Sulla carta, se vi fosse l’intesa tra i partiti, l’approvazione della relazione di aggiornamento potrebbe giungere anche in tempi brevi. Nell’attuale congiuntura politica, con le consultazioni in corso al Quirinale per la formazione del governo e le incognite che gravano sull’esito finale, pare arduo sbilanciarsi sui tempi, anche se lo sblocco dei pagamenti della Pa è una misura riconosciuta unanimemente come fondamentale per dare ossigeno alle imprese e avviare finalmente la ripresa.
Il nuovo quadro di finanza pubblica è in ogni caso in via di definizione. Dati che, stando al timing fissato dal cosiddetto «semestre europeo», dovranno essere trasmessi a Bruxelles entro il 15 aprile e raccolti in due documenti: il nuovo Piano nazionale di riforma, elaborato nell’ambito della strategia Ue 2020, il Documento di economia e finanza 2013, con annesso l’aggiornamento del relativo Programma di stabilità.
Entro qualche giorno si capirà in quale direzione evolverà la situazione per quel che riguarda la formazione del nuovo governo. Laddove si riesca a dar vita al nuovo Esecutivo in tempi ragionevolmente brevi, il decreto sui debiti della Pa, una volta ricevuto il via libera dalle Camere alla «relazione di aggiornamento», potrà comparire tra le prime misure da approvare. Viceversa, a pilotare l’operazione sarà il governo in carica. L’apertura di Bruxelles è la chiave di volta, come ha ribadito il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli nell’intervista rilasciata ieri al Sole24Ore. Margini più ampi «sulla valutazione dei debiti della Pa ai fini del conteggio sul deficit e sul debito», che vengono accordati ora al nostro paese grazie al contenimento del deficit realizzato con le manovre varate nel 2011. Un’importante apertura di credito, che ora va tempestivamente sfruttata, poichè in ballo vi sono risorse per almeno 71 miliardi.
Non dovrebbero insorgere obiezioni dal Quirinale in merito all’emanazione del decreto, qualora dovesse essere approvato dall’attuale, in carica solo per gli affari correnti. Poi naturalmente sarà il Parlamento a dire la sua, con eventuali integrazioni, in sede di conversione in legge del provvedimento.
Congiuntura politica e obblighi imposti dalla nuova disciplina di bilancio. Sono questi dunque i due ostacoli che si frappongono al momento a un’immediata risoluzione del problema. Dati resi noti ieri dalla Cgia di Mestre confermano che nel 2012 un fallimento su tre di imprese è stato causato dai ritardi nei pagamenti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non è stata una valanga di adesioni, ma c’è tempo fino a domani per consegnare le azioni Creval ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un altro passo avanti su Open Fiber, la rete oggi controllata alla pari 50% da Cdp e Enel, per accel...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il «passaggio di luglio» con la fine del blocco dei licenziamenti per le imprese dotate di ammorti...

Oggi sulla stampa