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Risoluzione opaca

Il bail in all’italiana rischia di incorrere in abusi di mercato e mancanza di trasparenza. Gli schemi di decreto che recepiscono la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie prevedono infatti, oltre all’obbligo di differire la diffusione al pubblico della notizia di risoluzione, anche la non applicazione degli obblighi di comunicazione riguardo alla cessione di beni e di rapporti giuridici; annunci, questi, potenzialmente price sensitive. È questa l’opinione del presidente di Consob, Giuseppe Vegas, intervenuto ieri in audizione alla commissione finanze del Senato in occasione dell’indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano.

Ciò va ad aggiungersi ad un altro problema (si veda ItaliaOggi del 21/10), vale a dire la particolare scelta italiana di inserire una «depositor preference» (ordine di chiamata dei creditori nel risanamento bancario) modificata rispetto a quella europea, che offre una garanzia «estesa» a depositi interbancari e depositi non garantiti corporate, lasciando escluse le obbligazioni bancarie senior. Gli schemi di dlgs che recepiscono la direttiva 59/2014/Ue (la cosiddetta Brrd – Bank recovery and resolution directive) nel tentativo di soddisfare le sollecitazioni dell’Unione, rischiano di violare altre regole europee in materia di abusi di mercato e di completezza informativa. Soffermandosi sul tema della trasparenza, Vegas ha notato che «alcune disposizioni relative alle banche quotate risultano non perfettamente coerenti con le direttive Ue». L’obbligo di differire la diffusione al pubblico della notizia di risoluzione bancaria al momento della pubblicazione in G.U. (specie ove la sussistenza dei presupposti per l’avvio della procedura è già nota all’emittente) «contrasta con la direttiva comunitaria sugli abusi di mercato» e riflette «una scelta autonoma del legislatore nazionale». Altri problemi sarebbero inoltre legati alla cessione dei beni e dei rapporti giuridici dell’intermediario in crisi: la non applicazione degli obblighi di comunicazione violerebbe infatti la direttiva 109/2004/Ce sulla tempestiva diffusione delle notizie ai soggetti rilevanti.

Riguardo alla necessità di interazione e supervisione del mercato, Vegas si è quindi soffermato sul coinvolgimento di Consob nel processo di risoluzione e gestione delle crisi, richiedendo maggiore coordinamento tra Banca d’Italia e Consob per evitare, tra gli altri, il verificarsi di reati finanziari quali l’insider trading.

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