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Risoluzione delle Entrate sugli atti degli arbitrati

L’imposta di bollo sugli atti e provvedimenti dei procedimenti arbitrali non può essere assolta con modalità virtuale dalla camera di commercio, perché l’obbligo di pagamento del tributo è a carico dei soggetti (imprese e privati) che formano gli atti. Sui documenti dematerializzati, il soggetto tenuto all’obbligazione tributaria, se assolve l’imposta con il contrassegno telematico, deve comprovarlo riportando sul documento il numero identificativo del contrassegno.

È quanto chiarisce l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 89/E del 6 ottobre 2016, rispondendo al quesito di una camera di commercio che, intendendo digitalizzare la documentazione cartacea trattata nell’ambito delle procedure arbitrali, la cui competenza è stata attribuita alle Cciaa dall’articolo 2, comma 2, lett. g), della legge n. 580/93, aveva chiesto di sapere se potesse assolvere in modo virtuale l’imposta di bollo relativa a tale documentazione, ricevuta con modalità telematiche, considerato che è già in possesso dell’autorizzazione prevista dall’art. 15 del dpr n. 642/72. Al riguardo, l’agenzia ha confermato anzitutto che la documentazione in questione è soggetta all’imposta di bollo fin dall’origine, ai sensi dell’art. 20, comma 1, della tariffa allegata al predetto dpr, nella misura di 16 euro per ogni foglio.

Per quanto concerne le modalità di assolvimento del tributo, l’Agenzia ha osservato che, in base all’art. 3 del dpr 642/72, l’imposta di bollo si corrisponde mediante pagamento all’intermediario convenzionato con l’Agenzia, il quale rilascia con modalità telematiche l’apposito contrassegno, oppure in modo virtuale, mediante pagamento agli uffici autorizzati o versamento in conto corrente postale. Il pagamento in modo virtuale è regolato dall’art. 15, che prevede il rilascio di autorizzazione agli interessati, dietro presentazione di apposita domanda corredata da una dichiarazione contenente l’indicazione del numero presuntivo degli atti e documenti che potranno essere emessi e ricevuti durante l’anno.

Ciò premesso, considerato che l’imposta di bollo è dovuta fin dall’origine, l’Agenzia ritiene che l’obbligazione tributaria debba essere assolta dal soggetto che forma i predetti documenti e, quindi, li consegna o spedisce, ossia, nella fattispecie, dalle parti del procedimento arbitrale, nella gestione del quale la camera di commercio svolge una mera attività di ricezione e segreteria. Posto, dunque, che l’ente non procede alla formazione dei documenti in questione, l’onere tributario grava sulle parti, che devono assolverlo mediante contrassegno, comprovando il pagamento riportando nel documento il codice numerico del contrassegno, oppure con la modalità virtuale.

Roberto Rosati

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