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Risiko, Banco Bpm e Bper sulla strada della fusione. Unicredit, l’identikit del ceo

In attesa del nuovo amministratore delegato di Unicredit — per il quale non sono ancora chiari i tempi ma solo l’identikit ideale, fissato nel board riunitosi ieri — e del piano industriale di Mps previsto per il 17 dicembre che definirà anche la necessità di capitale per Siena, i fari si spostano su Bper e BancoBpm, le altre protagoniste del risiko bancario. Ieri un possibile matrimonio tra le due ex popolari è stato rilanciato dall’agenzia Reuters: BancoBpm e Bper starebbero considerando una fusione con l’obiettivo di arrivare a un accordo nella prima metà del 2021, secondo tre fonti.

I tempi in teoria ci sarebbero, dato che il ceo di Bper, Alessandro Vandelli, ha detto di voler per il momento concentrarsi sull’integrazione delle filiali ex Ubi. E ci vorranno circa tre-sei mesi. Ma è possibile che si vada verso un’accelerazione, come è sembrato cogliere dalle dichiarazioni del ceo di BancoBpm, Giuseppe Castagna e soprattutto dal numero uno di Unipol Carlo Cimbri — primo azionista di Bper con il 20% — che ha definito «affascinante» l’idea dell’integrazione: nascerebbe un gigante italiano da 300 miliardi di attività. Anzi le parole di Vandelli la scorsa settimana sono apparse quasi di frenata rispetto a Cimbri.

Ma è evidente nella piazza milanese che diversi tasselli devono ancora essere messi a posto, come il nuovo capoazienda di Unicredit — dal quale dipenderà la strategia delle aggregazioni in Italia, che potrebbe non guardare solo verso Mps ma anche verso BancoBpm o Bper (come ha scritto il Sole 24Ore). Poi bisognerà capire l’impatto del Covid: «La mia maggiore preoccupazione è che se la ripresa economica non sarà così netta come speravamo, potremmo vedere un elevato numero di piccole imprese fare default, che significherebbe anche più Npl per le banche», ha detto il capo della Vigilanza Bce, Andrea Enria, in un’intervista a Via Sarfatti 25, magazine dell’Università Bocconi. Per questo serve rafforzare l’Unione Bancaria con l’assicurazione comune dei depositi.

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