Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Riserve sorvegliate speciali

Prospetto del capitale pronto ad accogliere i dati della rivalutazione. Ma anche la movimentazione delle riserve di rivalutazione precedentemente iscritte non sfugge al monitoraggio.

I contribuenti che volessero approcciare il provvedimento di rivalutazione contenuto nell’ultima legge di Stabilità avranno più campi del modello Unico da compilare.

Si deve partire dal quadro RQ e in particolare la sezione XXI-A. Tale quadro è una sorta di manifestazione della volontà di accedere al provvedimento che consente anche il calcolo dell’imposta sostituiva dovuta per ottenere il riconoscimento fiscale del maggior valore. Tale imposta è da versare entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione o l’affrancamento è eseguito (quindi in linea generale entro il termine per il pagamento del saldo 2013), e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi.

Ma la contropartita del maggior valore iscritto per le immobilizzazioni è una riserva in sospensione moderata d’imposta che è possibile affrancare questa volta compilando i dati nella sezione XXI-C. In tale sezione emerge anche il debito d’imposta relativo alla sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’Irap e di eventuali addizionali, nella misura del 10%.

Queste due sezioni del quadro RQ sono quelle direttamente connesse alla rivalutazione che però ha l’effetto di obbligare anche ad altri passaggi in dichiarazione.

La rivalutazione non deve avere effetto con riguardo agli ammortamenti deducibili. Ciò in quanto anche se il valore rivalutato non ottiene un immediato riconoscimento fiscale lo stesso è ininfluente nel calcolo degli ammortamenti 2013. L’organismo italiano di contabilità ha, infatti, sostenuto nel documento interpretativo 3 che la scrittura di rivalutazione è l’ultima dell’anno, nel senso che gli ammortamenti dell’anno in cui interviene la rivalutazione sono da calcolare sul valore del cespite anterivalutazione.

Tale effetto inizierà a far sentire i suoi effetti dal prossimo anno e fino a quando non sarà ottenuto il riconoscimento fiscale del maggior valore e ciò (con riguardo agli ammortamenti) interverrà solo nel 2016. Da tale anno non si dovrebbe più avere una differenza tra ammortamenti contabili e ammortamenti deducibili a patto che i primi siano calcolati nei limiti imposti dal Tuir.

Da ciò emerge come le differenze che si evidenzieranno dal 2014 sono differenze temporanee. E, infatti, in tale ipotesi sorge la necessità di rilevare la fiscalità differita per il fatto che gli ammortamenti sul maggior valore sono deducibili fiscalmente a partire da un esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita. Il documento Oic sul punto segnala allora che «per i primi (_) esercizi emergono differenze temporanee sulle quali va considerata l’eventuale fiscalità differita attiva, in conformità alla disciplina prevista dall’Oic 25 (ragionevole certezza del loro realizzo)». Non vi è da dimenticare che in tal caso le fiscalità è di tipo attivo e quindi prima della loro iscrizione occorre verificare che sussistano le condizioni previste dall’Oic 25 (ragionevole certezza).

Ma se quindi nel 2013 non si avrà un impatto diretto sul quadro RF ve ne saranno altri.

In primo luogo l’iscrizione della riserva di rivalutazione avrà un impatto sul prospetto delle riserve contenuto nel quadro RS. La stessa dovrà, infatti, essere indicata quale incremento della riserva in sospensione a cui è dedicato il rigo RS139.

Il fatto che la stessa sia in sospensione solo «moderata» non cambia l’indicazione di cui sopra.

Infine, vi è una ulteriore considerazione. L’attenzione deve essere anche posta al quadro RV che quello in cui occorre indicare quelle ipotesi in cui i beni relativi all’impresa risultano iscritti in bilancio a valori superiori a quelli riconosciuti ai fini delle imposte sui redditi. Le istruzioni indicano (in modo esaustivo) le ipotesi che comportano l’obbligo di compilazione del prospetto e tra questi ricordano il caso della «Rivalutazione di beni».

Inoltre chiariscono anche:

– la sezione va compilata nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio in cui è avvenuta l’operazione nonché in quelle relative agli esercizi successivi, al fine di evidenziare le variazioni intervenute in ciascun esercizio; in essa vanno indicati i beni con i valori esposti in bilancio e i corrispondenti valori fiscalmente riconosciuti;

– le voci non dovranno più essere indicate a decorrere dall’esercizio successivo a quello in cui il valore fiscalmente riconosciuto corrisponde a quello indicato in bilancio.

Quindi appare scontata la necessità di compilare tale quadro per indicare la differenza di valore contabile e fiscale almeno fino a quando ciò non sarà riassorbito dal passare dei periodi d’imposta.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa