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Riscossione, stop all’anatocismo

di Andrea Bongi e Cristina Bartelli  

Stop agli interessi su interessi nella riscossione. Il fisco allenta la morsa su interessi e iscrizioni a ruolo a titolo provvisorio. Per i ruoli consegnati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto sviluppo, nel calcolo dell'indennità di mora saranno escluse le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, ponendo così fine a quella strana forma di anatocismo da riscossione che vedeva calcolati gli interessi moratori sugli stessi interessi fiscali. L'alleggerimento che opererà sul differenziale rispetto alla misura del tasso di interesse legale. Il valore scenderà infatti da tre a un solo punto percentuale. Scenderà anche l'importo dei tributi iscritti nei ruoli a titolo provvisorio che passerà dall'attuale metà a un terzo. Rivoluzione in vista anche nella riscossione degli enti locali. Dal 1° gennaio 2012 infatti Equitalia cesserà le funzioni di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali dei comuni e delle loro società partecipate.

Sono queste le principali novità in materia di riscossione tributaria contenute nel testo del disegno di legge di conversione del decreto sviluppo approvato nelle commissioni bilancio e finanze, approdato ieri nell'aula della camera e su cui sarà posta la fiducia con ogni probabilità lunedì prossimo. Per quanto attiene alla misura degli interessi fiscali relativi alle dilazioni di pagamento, riscossione rimborsi ecc., le correzioni approvate fanno sì che l'attuale differenziale rispetto al tasso di interesse legale fissato dall'articolo 1, comma 150 della legge 244/2007 scenda da tre a un solo punto percentuale. Naturalmente la misura effettiva dell'interesse di dilazione sarà sempre demandata ad un apposito decreto ministeriale che dovrà però maggiorare il tasso d'interesse legale fino al limite massimo di un solo punto percentuale. Cambiano anche gli importi sui quali il fisco dovrà calcolare le indennità di mora. Per le somme iscritte nei ruoli consegnati dopo l'entrata in vigore del decreto sviluppo il parametro di riferimento sarà depurato sia delle sanzioni pecuniarie tributarie che degli interessi contenuti negli stessi importi iscritti a ruolo.

Dal 1° gennaio 2012 muterà anche radicalmente la riscossione delle entrate di natura tributaria e patrimoniale degli enti locali. Da tale data i comuni effettueranno infatti la riscossione spontanea e coattiva delle loro entrate con la conseguente uscita di scena di Equitalia Spa e delle sue società controllate. Si tratta di una sorta di rivoluzione nella riscossione degli enti locali che dovranno utilizzare il tempo a loro disposizione, di fatto un semestre, per organizzarsi nuovamente alla riscossione in proprio delle entrate sia tributarie che di altra natura.

Per quanto concerne la riscossione coattiva, gli emendamenti approvati precisano come la stessa debba articolarsi a seconda dello strumento utilizzato. In particolare la riscossione coattiva verrà effettuata dai comuni sulla base dell'ingiunzione prevista dal regio decreto n.639/1910 che costituisce altresì titolo esecutivo nonché delle disposizioni contenute nel titolo II del dpr 602/73 in quanto compatibili.

Allentate anche le c.d. ganasce fiscali. Gli emendamenti stabiliscono infatti norme più rigide per l'iscrizione delle ipoteche da parte degli agenti della riscossione. In particolare, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, non potranno essere iscritte ipoteche sull'abitazione principale del debitore nelle ipotesi in cui la pretesa a ruolo è contestata o contestabile e di importo inferiore a ventimila euro. L'allentamento della morsa della riscossione passa anche attraverso l'introduzione di maggiori garanzie per i contribuenti. Quando la riscossione coattiva verrà intrapresa per debiti di importo fino a 2 mila euro infatti, le azioni cautelari ed esecutive dovranno essere precedute dall'invio tramite posta ordinaria di almeno due solleciti di pagamento al contribuente. Il secondo sollecito non potrà inoltre essere inviato prima del decorso di almeno sei mesi dal precedente per dare modo al debitore di disporre di un tempo sufficiente ampio per l'eventuale adempimento.

Nell'ipotesi di cancellazione di un fermo amministrativo iscritto su beni mobili registrati non saranno più dovute dal debitore le spese per l'agente della riscossione né per il pubblico registro automobilistico.

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