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Riscossione sotto vuoto

Un freno agli affidamenti diretti nel settore della riscossione locale. I comuni non potranno più ampliare l’oggetto dei contratti affidando ai concessionari nuovi ambiti di business senza bandire gare, ma semplicemente rinegoziando i rapporti in essere. Gli affidatari del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni non potranno così riscuotere anche altre entrate comunali senza una procedura a evidenza pubblica perché questo violerebbe il principio della libera concorrenza. È quanto prevede il decreto legge salva-infrazioni che il governo porterà oggi sul tavolo del preconsiglio dei ministri.

Provvedimento che contiene molte disposizioni di carattere fiscale, quali l’unificazione dei criteri del momento di effettuazione delle operazioni intra Ue, lo stop alla fatturazione dei pagamenti anticipati e la ridefinizione dei termini degli adempimenti negli scambi intracomunitari. Tutte novità, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2013, frutto del recepimento di alcune direttive, fra le quali la 2010/45/Ue in materia di Iva.

Riscossione. Il provvedimento risponde all’esigenza di adempiere ad obblighi europei scaduti o di imminente scadenza in modo da scongiurare l’apertura di procedure d’infrazione contro l’Italia. Nel caso di specie, l’intervento del governo sulla riscossione locale si rende necessario a seguito di una specifica richiesta di informazioni da parte della Commissione europea (caso Eu pilot 3452/12) che ha dubitato della legittimità di tali affidamenti diretti in quanto, spiega la relazione illustrativa del decreto, «non rispetterebbero il principio di libera concorrenza e potrebbero dare origine a violazioni concrete del diritto europeo dei contratti pubblici». Per questo l’art. 15 del decreto legge interviene ad abrogare la norma che rendeva possibili gli affidamenti senza gara, ossia l’art. 10 comma 2 della Finanziaria 2002 (legge 448/2001), ai sensi della quale i comuni che «abbiano in corso di esecuzione rapporti di concessione del servizio di accertamento e di riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni possono avvalersi, previa rinegoziazione dei contratti in essere, dei titolari dei medesimi rapporti anche per la riscossione di altre entrate comunali e per le relative attività propedeutiche, connesse o complementari».

Effettuazione delle operazioni intra Ue. Cambiano i criteri per la determinazione del «fatto generatore», ossia del momento di effettuazione delle operazioni intracomunitarie. Attualmente, nell’ordinamento interno, l’art. 39 del dl n. 331/93 detta specifici criteri solo per gli acquisti intracomunitari (consegna o arrivo nel territorio nazionale, a seconda del soggetto che cura il trasporto dall’altro stato membro), mentre per le cessioni intracomunitarie valgono i criteri generali dell’art. 6 del dpr 633/72. Il dl, per recepire correttamente le disposizioni comunitarie, secondo cui gli acquisti intracomunitari si considerano effettuati quando si considerano effettuate le analoghe cessioni di beni, modifica l’art. 39 citato e ne estende la portata oggettiva. La disposizione riformulata prevede quindi, al comma 1, che le cessioni intracomunitarie e gli acquisti intracomunitari si considerano effettuati nel momento dell’inizio del trasporto o della spedizione al cessionario o a terzi per suo conto, a partire rispettivamente dal territorio dello stato (cessioni) o dal territorio dello stato membro di provenienza (acquisti). Nello stesso comma vengono confermate le previsioni sul differimento del momento di effettuazione nel caso di operazioni con effetti traslativi differiti (es. vendite condizionate, consignment stock), con il limite di un anno dalla consegna dei beni e subordinatamente all’osservanza dell’obbligo di annotazione del movimento dei beni nel registro previsto dall’art. 50 del dl n. 331/93. Il comma 2, poi, stabilisce che, se anteriormente al verificarsi del momento di effettuazione come definito nel comma precedente, viene emessa fattura, l’operazione intracomunitaria si considera effettuata alla data della fattura, limitatamente all’importo fatturato. Non è più previsto, invece, l’effetto anticipatorio del pagamento del corrispettivo anteriormente al momento di effettuazione dell’operazione: conformemente alla normativa comunitaria, quindi, il pagamento di un acconto anteriormente all’invio dei beni è irrilevante agli effetti dell’Iva. Altra previsione innovativa è quella del comma 3 del nuovo art. 39, secondo cui le cessioni e gli acquisti intracomunitari effettuati in modo continuativo nell’arco di un periodo di tempo superiore ad un mese (ad esempio, cessioni in esecuzione di contratti di somministrazione), si considerano effettuati al termine di ciascun mese. Questa disposizione non si applicherà però alle c.d. «vendite a distanza» e alle cessioni con installazione nel paese di destinazione, dichiarate (impropriamente) cessioni intracomunitarie dalle disposizioni del comma 1, lett. b) e c), del dl n. 331/93, verosimilmente proprio in ragione del fatto che, nel sistema comunitario, non sono in realtà cessioni intracomunitarie, bensì cessioni territoriali nel paese di destinazione.

Adempimenti. Su questo fronte, le novità principali riguardano i termini di fatturazione delle cessioni e delle prestazioni intracomunitarie: si stabilisce infatti che la fattura va emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e che va registrata entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione. Nelle operazioni intra Ue non sarà consentito emettere la nuova fattura semplificata. Passando agli acquisti intra Ue, le relative fatture dovranno essere registrate, per la parte a debito, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione e con riferimento a quest’ultimo mese. Ridefiniti anche i tempi di regolarizzazione: in caso di mancato ricevimento della fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, occorre emettere autofattura entro il 15 del terzo mese.

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