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Riscossione, cautela d’obbligo

Fondato pericolo per la riscossione da attivare solo con estrema cautela. L’iscrizione straordinaria e totale delle imposte accertate a ruolo o nell’ambito dell’accertamento esecutivo, in deroga alle ordinarie disposizioni che regolano l’iscrizione a titolo provvisorio, deve essere attivata dall’ente creditore solo se sussiste effettivamente un concreto e fondato pericolo per la riscossione del credito erariale. L’assenza di tali presupposti, il cui onere della prova nel corso del giudizio tributario incombe sull’amministrazione finanziaria, costituisce un vizio di legittimità, sia delle cartelle di pagamento che dell’accertamento esecutivo, che può essere rilevato dal giudice.

Quando l’ufficio intende attivare l’iscrizione straordinaria dell’intero credito, derogando alle disposizioni che regolano le iscrizioni a titolo provvisorio, ha altresì l’onere di indicare nell’atto i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato tale scelta, considerate le pesanti conseguenze che la stessa comporta nei confronti del contribuente. Quest’ultimo infatti si troverà esposto all’azione del concessionario della riscossione che potrà esigere l’intero importo delle maggiori imposte accertate e delle conseguenti sanzioni, indipendentemente dall’impugnativa o meno di tale atto presso le competenti commissioni tributarie.

È questo, in estrema sintesi, il giudizio espresso dalle più recenti sentenze di merito emesse dalla giurisprudenza tributaria sul delicatissimo tema dell’iscrizione straordinaria dell’intero importo accertato in presenza del c.d. fondato pericolo per la riscossione.

Si tratta di giudizi che tendono a garantire il contribuente a fronte di abusi di tale strumento da parte dell’amministrazione finanziaria. Tenuto conto delle pesantissime conseguenze che l’attivazione di tale procedura straordinaria di riscossione può avere sul contribuente, i giudici di merito impongono agli uffici l’utilizzo di tale metodologia straordinaria solo in presenza di un «reale e fondato pericolo» per il credito erariale e solo a condizione che tali presupposti siano esplicitati e motivati all’interno dell’atto amministrativo con il quale tale procedura prende avvio.

Il tema relativo all’iscrizione straordinaria dell’intero credito in deroga alle regole ordinarie è di stretta attualità, sia per le sempre più evidenti difficoltà finanziarie dei contribuenti italiani, sia per l’avvento, ormai a regime, degli accertamenti esecutivi.

Con l’attivazione del fondato pericolo per la riscossione l’ente creditore attiva immediatamente il concessionario della riscossione che può procedere all’esecuzione forzata dell’intero credito esposto nell’accertamento. Tale procedura straordinaria è attivabile sia nel sistema della riscossione tramite ruolo sia in quello basato sui c.d. accertamenti immediatamente esecutivi.

Nel sistema della riscossione tramite ruolo l’iscrizione a titolo straordinario basata sul fondato pericolo passa attraverso l’emissione di una cartella esattoriale ai sensi del combinato disposto degli articoli 11 e 15-bis del dpr 602/1973. Sarà dunque proprio in detta cartella esattoriale che dovranno essere esplicitate le ragioni che hanno indotto l’amministrazione finanziaria al ricorso a tale procedura straordinaria di riscossione. Nel sistema degli accertamenti esecutivi invece sarà proprio all’interno dello stesso avviso di accertamento che l’ufficio, invocando il fondato pericolo per la riscossione e richiamando il disposto di cui alla lettera c) del primo comma dell’articolo 29 del dl 78/2010, darà avvio alla procedura straordinaria di riscossione.

Ai sensi della suddetta disposizione infatti l’ufficio avviserà il contribuente che decorsi, sessanta giorni dalla notifica dell’accertamento, l’ammontare integrale delle somme nello stesso indicate, potranno essere affidate immediatamente agli agenti della riscossione, con ciò derogando ai termini ordinariamente previsti dalle altre disposizioni della medesima norma alle lettere a) e b).

A fronte di tali tipologie di attività il contribuente può dunque sollevare tutta una serie di eccezioni volte alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge a supporto di dette procedure straordinarie di riscossione. Tutele che il contribuente potrà sollevare contro la cartella di pagamento contenente l’iscrizione a ruolo a titolo straordinario o contro l’accertamento esecutivo che richiama la procedura di cui al citato articolo 29 del dl 78/2010.

Nella tabella in pagina si sono elencate le massime delle più recenti sentenze di merito aventi ad oggetto sia cartelle di pagamento che accertamenti esecutivi nei quali gli uffici avevano attivato la procedura di riscossione basata sul fondato pericolo.

Dall’esame delle sentenze emergono con evidenza alcuni aspetti, sia procedurali che sostanziali, che devono necessariamente sussistere affinché la procedura di riscossione straordinaria possa considerarsi legittima. Tali aspetti possono essere sintetizzati come segue.

Sussistenza del fondato pericolo. Per poter procedere con l’iscrizione a ruolo a titolo straordinario è necessaria la sussistenza di un fondato pericolo per la riscossione e nell’atto con il quale tale procedura viene attivata – cartella di pagamento o accertamento esecutivo – devono essere esplicitate le ragioni che hanno convinto l’ufficio ad adottare tale metodologia invasiva nei confronti del contribuente. Le ragioni di una tale scelta devono necessariamente essere presenti nell’atto originario e non possono essere integrate successivamente nell’eventuale costituzione in giudizio dell’ufficio a seguito di ricorso del contribuente.

Onere della prova. La sussistenza del fondato pericolo per la riscossione, oltre che essere esplicitata nell’atto, deve essere dimostrata in giudizio dall’amministrazione finanziaria mentre, di contro, il contribuente ha diritto di richiederne il controllo giudiziale sulla base dei principi costituzionali del diritto di difesa. Se tale onere probatorio non risulta superato è evidente l’illegittimità dell’iscrizione a titolo straordinario.

Motivazione della scelta. Sulla base di quanto disposto nell’articolo 7 dello Statuto del contribuente e tenuto conto delle conseguenze che il ricorso alla procedura straordinaria basata sul fondato pericolo per la riscossione ha nei confronti del contribuente, la giurisprudenza di merito ritiene indispensabile che l’amministrazione finanziaria indichi i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato una tale decisione. Tale obbligo motivazionale può ritenersi adempiuto qualora nell’atto portato a conoscenza del contribuente siano esplicitate, seppure in forma sintetica, le valutazioni compiute dall’ufficio in ordine alla sussistenza del pericolo per la riscossione. L’omissione di tale motivazione costituisce un vizio di legittimità delle cartelle esattoriali o della parte dell’accertamento esecutivo che invoca il ricorso alla procedura di cui all’articolo 29, primo comma, lettera c) del dl 78/2010, indipendentemente dal fondamento della relativa pretesa tributaria.

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