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Rischio stop anche per il ddl anti-cartelle pazze

Anche il disegno di legge sulle “cartelle pazze” si arena al Senato, vittima dell’incertezza politica e di un parere, di fatto, negativo del ministero della Giustizia. Il provvedimento, per il quale inizialmente doveva essere scelta la sede deliberante in commissione Finanze al Senato, resta così in sospeso. La prospettiva più concreta dovrebbe essere quella di un passaggio in Aula, ma il calendario di Palazzo Madama è quanto mai fitto e lascia pochi margini di manovra.
Il disegno di legge (As 1551, di cui è relatore Salvatore Sciascia del Pdl), è nato con l’obiettivo di consentire al contribuente di bloccare l’azione esecutiva di fronte a una cartella esattoriale illegittima. Sono individuati una serie di casi tassativi nei quali si può attivare la procedura: la prescrizione o la decadenza del credito prima della consegna del ruolo al concessionario; l’esistenza di un provvedimento di sgravio o di sospensione; l’esistenza di una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa; sia stato già effettuato il pagamento; o sussista un’altra causa di non esigibilità.
In queste circostanze il contribuente, come stabilisce il Ddl, può presentare al concessionario un’istanza che documenti la causa ostativa. In caso di mancata risposta da parte dell’amministrazione dopo 220 giorni la cartella è annullata.
Ieri, invece, è arrivato un parere del ministero della Giustizia il quale prevede che, eccettuati il caso di nullità dall’origine della cartella e quello in cui sia stato già fatto il pagamento, l’ente creditore (Equitalia) può «reiscrivere a ruolo le somme già discaricate a condizione che non sia decorso il termine di prescrizione». In pratica, a parte i due casi limite, a seguito di un’istanza del contribuente che solleva un vizio della cartella, Equitalia, corretto l’errore, potrà riavviare la procedura. Questo nel termine decennale di prescrizione del credito.
Di fronte alle reazioni del mondo politico («Equitalia – ha sottolineato il presidente della commissione Finanze, Mario Baldassarri (Fli) – avrà libertà di non rispondere e facoltà di reiterare la vessazione», mentre Elio Lannutti dell’Idv, ha parlato di «una vergogna, perchè il ministro della Giustizia vanifica il lavoro fatto dalla commissione, dal sottosegretario Vieri Ceriani e dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera»), in serata il dicastero di Via Arenula ha diffuso una nota per precisare che «la scelta se il Ddl “cartelle pazze” andrà o meno in sede deliberante non dipende dal parere tecnico che, come sempre, rendono le singole amministrazioni. Il parere nella fisiologica interlocuzione tra dicasteri interessati, esprime in questo caso consenso al passaggio del provvedimento in deliberante, correlandolo a un suggerimento tecnico, ritenuto migliorativo del testo, comunque non vincolante».

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