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Il rischio Npl frena le borse

Giornata negativa per le borse europee, appesantite dalle dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, sul rischio Npl che incombe ancora sul sistema bancario nonostante i recenti miglioramenti. Piazza Affari ha limitato i danni, con il Ftse Mib in calo dello 0,17% a 22.962 punti. Hanno fatto peggio Madrid (-0,97%), Londra (-0,65%), Francoforte (-0,66%) e Parigi (-0,48%). A New York gli indici viaggiavano sotto la parità, con il Dow Jones a -0,15% e il Nasdaq -0,34%.

In netto miglioramento lo spread Btp-Bund, in discesa di sette punti a 137. Secondo Vincenzo Iannotta, strategist di Mps Capital Services, ha influito il clima politico più disteso in Catalogna, con le elezioni in programma a dicembre. Ma hanno pesato anche fattori tecnici, grazie alla rottura di alcuni supporti a livello di rendimenti e di differenziale.

A Milano hanno prevalso le vendite sulle banche: B.Mps -0,04%, Unicredit -0,43%, Ubi B. -1,58%, Bper -1,88%, Banco Bpm -2,21%. Si sono mosse in controtendenza Mediobanca (+1,25%) e Intesa Sanpaolo (+0,28%). Su di giri Eni (+1,52%), mentre Enel ha segnato un progresso frazionale (+0,09%). In lieve rialzo Campari (+0,37%): Raymond James ha confermato la raccomandazione outperform dopo la trimestrale. Lettera su Prysmian (-1,62%) dopo i conti che hanno evidenziato un debito netto leggermente peggiore delle attese.

Nel resto del listino, tra le mid cap, positive B.Farmafactoring (+1,50%) e soprattutto Elica (+3,80%). Su Pirelli (+0,71% a 7,05 euro) Jefferies ha migliorato il prezzo obiettivo da 7 a 7,3 euro ribadendo il rating hold. Male, invece, Anima H. (-4,13%) e Tod’S (-3,89%).

Nei cambi, l’euro ha chiuso in ribasso, dopo avere toccato i minimi da luglio, mentre il dollaro beneficia dell’attesa per il terzo rialzo dei tassi Usa, previsto il mese prossimo: la moneta unica è passata di mano a 1,1571 sul biglietto verde dopo essere scesa a 1,1554. Euro-yen a 132,04.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in calo dopo i progressi degli ultimi giorni: il Brent era scambiato a 63,67 dollari (-60 centesimi) e il Wti poco sopra 57 dollari (-29 cent). Giù anche l’oro, che cedeva 7 dollari a 1.274.

Massimo Galli

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