Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rischio Iva per le società in perdita

Tra le penalizzazioni fiscali per le società in perdita, dovute al fatto che sono considerate “di comodo”, c’è il divieto di utilizzare in compensazione il credito Iva (o di chiederne il rimborso). Le società che hanno conseguito perdite fiscali in un triennio (o che nel medesimo triennio hanno conseguito perdite in due periodi e nell’altro hanno realizzato un reddito inferiore a quello minimo) sono considerate non operative a partire dal periodo d’imposta successivo al triennio medesimo.
Deve essere posto l’accento su quest’ultimo particolare, introdotto dal Dl 138/11, perché l’agenzia delle Entrate ha invece affermato (circolare 23/E/2012) che le società di comodo si dividono in due tipi: le società “non operative” e quelle che dichiarano perdite. In realtà, la norma stabilisce che sia le società che non superano il test di operatività che quelle che conseguono perdite si considerano non operative. In sostanza, il mancato superamento del test e/o il conseguimento di perdite rappresentano due elementi condizionanti che, alternativamente o congiuntamente, determinano la presunzione di non operatività del soggetto, il quale viene quindi chiamato a fornire la prova contraria (generalmente al giudice, perché le risposte agli interpelli non hanno dato fin qui un grande esito) della propria operatività.
Quest’ultima va individuata nel senso che occorre dimostrare che la società non cela alcuna simulazione: in pratica, va provato che si è in presenza di un rapporto societario “vero”, volto allo svolgimento di un’attività economica secondo i canoni di cui all’articolo 2247 del Codice civile (in questo senso c’è anche la circolare 5/E/2007 dell’agenzia delle Entrate).
In tutto questo, in seguito alla manovra dell’estate 2011 (Dl 138/11), si verifica che le società che hanno conseguito perdite fiscali nel triennio 2009/2011 vengono considerate ex lege “non operative” nel periodo d’imposta 2012. Una misura non propriamente coerente (tant’è che il disegno di legge delega di riforma fiscale si propone di revisionare la disciplina): la società viene considerata “di comodo” anche se nel 2012 consegue un reddito molto alto (e, quindi, superiore a quello minimo previsto per i soggetti ritenuti non operativi). Questo reddito, se la società è di capitali, subirà la maggiorazione Ires di 10,5 punti percentuali. In sostanza, verrà tassato nella misura del 38%. Ma questa non è l’unica penalizzazione.
La società che ha conseguito perdite nel triennio 2009/2011 – e che magari dichiarerà un reddito significativo nel 2012 – andrà incontro anche all’impossibilità di utilizzare in compensazione l’eventuale credito Iva che si cristallizzerà con la dichiarazione relativa all’anno solare 2012 (Unico 2013). Tale credito non potrà nemmeno essere richiesto a rimborso.
Si tratta di misure che sono alquanto irrazionali, visto che colpiscono un periodo d’imposta successivo a quello in cui si realizzano i presupposti. E anche se si tratta di un periodo d’imposta i cui risultati sono positivi.
Il fatto è che, quando si verificano i presupposti per la non operatività (mancato superamento del test o conseguimento di perdite), quest’ultima determina tutte le conseguenze previste dalla legge, a prescindere dal fatto che il reddito dichiarato sia congruo o meno.
Lo stesso problema si verifica per chi consegue perdite e non detiene beni rilevanti ai fini del test di operatività. Questo soggetto è da considerarsi non operativo, per cui il credito Iva non potrà essere utilizzato in compensazione, a prescindere che non avrà un reddito minimo, non disponendo di beni rilevanti.
In tutte queste situazioni andrà quindi fatta particolare attenzione ai casi di esclusione previste dalla norma o di disapplicazione automatica stabilite dal provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate dell’11 giugno 2012, che potrebbero portare alla non applicazione della normativa. Oppure è da sperare nelle risposte agli interpelli. Ma su questi, in particolare per le istanze relative ai soggetti in perdita, le premesse non consentono di essere particolarmente fiduciosi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa