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Rischio e controllo fiscale, analisi cucita su misura di contribuente

A ciascun contribuente la sua tipologia di analisi di rischio e controllo. Per i grandi contribuenti, soggetti al c.d. tutoraggio fiscale, fari puntati sulle operazioni di pianificazione fiscale attuate anche su scala internazionale. Per le imprese di medie dimensioni la rischiosità fiscale sarà invece influenzata sia dalla presenza di perdite sistemiche, sia dalla presenza di almeno due annualità con redditività sensibilmente più bassa rispetto a quella media della categoria.

Per le imprese di minori dimensioni e per i lavoratori autonomi invece i criteri di selezione e di analisi della rischiosità fiscale si baseranno sui responsi forniti dagli studi di settore. Per le persone fisiche sarà invece l’accertamento sintetico guidato dalle apposite liste selettive a farla da padrone.

Sono questi, in estrema sintesi, i principali contenuti relativi alle attività specifiche ed agli indirizzi operativi contenuti nella circolare n.18 dell’Agenzia delle entrate diffusa il 31 maggio scorso.

Il documento di prassi amministrativa costituisce il consueto programma dei controlli per l’anno in corso, che è ormai divenuto un vero e proprio appuntamento fisso. La circolare di quest’anno fornisce, oltre agli indirizzi operativi sulla base dei quali verranno effettuate sia le analisi del rischio di evasione sia le attività di prevenzione e contrasto dell’evasione tributaria, anche alcuni dati di sintesi sui risultati raggiunti, comparto per comparto, nell’ultimo triennio.

Nella tabella in pagina abbiamo riepilogato, per ogni categoria di contribuente, le principali attività di selezione ed analisi del rischio fiscale indicate nella circolare in commento.

Grandi contribuenti. In primo luogo la circolare sottolinea come in attuazione dell’articolo 27 del dl 185/2008 nel 2012 la platea delle imprese che verranno assoggettate al tutoraggio fiscale passerà dalle circa due mila unità del 2011 a oltre 3.200.

Questo ampliamento considerevole della platea dei soggetti da sottoporre a costante monitoraggio comporta la necessità di sottoporre, velocemente, tali contribuenti alle specifiche analisi di rischio onde procedere poi con le successive attività di verifica.

Tenuto conto delle dimensioni di questi contribuenti, sia le analisi del rischio di evasione sia le successive attività di indirizzo e controllo, verranno incentrate su ambiti di particolare rilevanza.

Si passa così dalla verifica in ordine alla presenza di schemi di pianificazione fiscale aggressiva, perpetrati anche a livello e su scala internazionale, alle eventuali politiche di utilizzo strumentale delle perdite fiscali o a forme di arbitraggio basate sullo sfruttamento di strumenti finanziari complessi.

Sotto osservazione anche le politiche inerenti i prezzi di trasferimento non in linea con il principio del valore normale delle transazioni ed il rispetto della soluzione interpretativa indicata dall’agenzia delle entrate in risposta alle istanze di interpello dei grandi contribuenti che, come ricorda la circolare, costituisce parte integrante dell’attività di tutoraggio fiscale.

Imprese di medie dimensioni. Su questo fronte le Entrate riconoscono come l’obiettivo posto dal dl 78/2010 (controllo di almeno un quinto delle imprese appartenenti al segmento) sia stato raggiunto solo tendenzialmente, mentre resta ancora molto da fare per «garantire una adeguata reazione ai fenomeni di evasione/elusione che connotano il comparto in parola».

L’attribuzione dell’indice di rischiosità fiscale alle imprese appartenenti a questo comparto (risk score) avverrà privilegiando i seguenti criteri: l’assenza di controlli negli ultimi quattro anni; la presenta di perdite sistemiche, così come definite dal dl 78/2010; la presenza su almeno due annualità di una redditività sensibilmente più bassa rispetto a quella media della categoria economica di appartenenza; la presenza del rischio di evasione in materia di imposta sul valore aggiunto.

Imprese di minori dimensioni e lavoratori autonomi. Per questo segmento di contribuenti l’attività di stima del rischio di evasione e di selezione ai fini delle successive attività di verifica viene effettuato principalmente sulla base delle risultanze degli studi di settore.

Il comparto è infatti rappresentato da imprese di piccole dimensione e da professionisti che come tali sono soggetti alla compilazione del modello dati rilevanti ed all’accertamento sulla base delle risultanze del software Gerico.

Le attenzioni degli ispettori del fisco si concentreranno soprattutto sui soggetti che si presentano non congrui rispetto alle risultanze degli studi di settore oppure su coloro che pur essendo congrui, si mostrano «appiattiti» nel livello dei ricavi/compensi dichiarati. Fari puntati anche sui soggetti congrui ma sulla base di adeguamenti significativi del livello dei ricavi/compensi dichiarati e su tutti coloro che, seppure rientranti nel campo di applicazione degli studi di settore, ne hanno omesso la presentazione.

Anche per questo segmento di contribuenti la selezione dei soggetti a maggior rischio di evasione fiscale verrà effettuata prendendo a riferimento le seguenti variabili: perdite per più periodi d’imposta consecutivi; ammontare significativo della categoria dei costi residuali; valori degli indicatori di coerenza particolarmente anomali segnaletici della presenza di possibili infedeltà nella compilazione dei modelli dati rilevanti ai fini degli studi di settore.

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