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Rischio di black-out invernale

di Federico Rendina

Europa a corto di energia, con una quasi sicura congestione delle linee e rischi di black-out. Ce lo dice l'Entso-E, l'associazione degli operatori elettrici europei, nel "Winter Outlook Report" che conferma in pieno il warning già lanciato nell'ottobre scorso.

Che fare? Ogniuno pensi a riequilibrare il proprio sistema di generazione. Ma intanto – ci dicono gli esperti – bisogna creare, tutti insieme, quella "super rete" intelligente capace di consentire buoni e rapidi scambi di energia tra paesi, con il potenziamento delle reti transfrontaliere e la creazione di regole e procedure comuni più efficaci per lo scambio dell'elettricità.

Un versante, quest'ultimo, nel quale si sta intanto applicando la nostra Authority per l'energia, che proprio ieri ha approvato, d'accordo con le Authority degli altri paesi, un insieme di codici omogenei per l'accesso e il transito sulle linee di interconnessione, oltre a procedure standard per l'assegnazione della capacità.

Ma intanto l'allarme rischia di suonare già nei prossimi giorni. Averte l'associazione europea degli operatori: con la progressiva chiusura di molte centrali nucleari tedesche (se ne stanno disattivando intanto 8) e i problemi già conclamati in Francia, dove molte centrali nucleari sono ferme per manutenzione, gli scambi transfrontalieri potrebbero subire dei gravi stress da sovrarichiesta a cui potrebbe non corrispondere, nelle ore di picco, un'adeguata offerta di produzione elettrica.

Conseguenza minima: un'impennata dei prezzi trainati da una disponibilità "corta" di energia lungo le linee. Ma ecco la conseguenza più grave, da non escludere: disfunzioni da sovraccarico delle linee nel governo dei flussi, con distacchi di emergenza sulla rete che se non gestiti al meglio potrebbero causare appunto i black-out.

L'Italia? Messa meglio o peggio degli altri. Dipende tutto da noi. Saremo esposti come e più degli altri se replicheremo quel che ci ha portato al nostro black-out del 2003, quando con un po' di leggerezza ci siamo affidati con allegria o addirittura totalmente, nelle ore a domanda bassa, all'import dell'elettricità francese generata con nucleare. Se invece riusciremo a trasformare quello che è un nostro nuovo difetto potremmo metterci al sicuro, comunque meglio degli altri.

Il difetto da trasformare in paracadute si chiama sovracapacità produttiva, che l'Italia ha progressivamente raggiunto negli ultimi anni con il dilagare delle installazioni di nuove centrali elettriche a turbogas, tant'è che abbiamo oltre 90mila megawatt di potenza teorica di generazione contro una richiesta nazionale di picco di circa 55mila megawatt.

Un difetto per la corretta gestione economica del mercato. Un momentaneo pregio, se saremo consapevoli che in periodi di scambi europei problematici potrebbe convenirci gestire la nostra elettricità in maniera momentaneamente un po' autarchica.

Lo scenario più critico, precisa l'Entso-E, potrebbe realizzarsi se le temperature invernali dovessero essere particolarmente basse in tutta Europa, con una spinta ai consumi a causa dei riscaldamenti elettrici, particolarmente diffusi in paesi come Germania e Francia che hanno un sistema elettrico momentaneamente squilibrato.

Ecco l'urgenza di irrobustire gli scambi sia sul versante della capacità che su quello delle regole su cui sta muovendo la nostra Authority. Che sottolinea come d'ora in poi gli operatori «potranno utilizzare le stesse formule e procedure su tutte le interconnessioni delle regioni Centro-Sud e Centro-Ovest (dalla Germania fino alla Grecia e la Slovenia) e della Svizzera» che «si trova proprio al centro dell'area interessata e detiene numerose linee di interconnessione con l'Italia e altri paesi confinanti».

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