Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Rischio contagio dalla crisi italiana»

La Commissione europea ha sottolineato ieri tutti i rischi connessi allo stallo politico italiano. Mentre a Roma i negoziati per la nascita di un nuovo governo durano ormai da sei settimane, a Bruxelles la situazione economica in Italia è fonte di preoccupazione, anche per via della paralisi politica in cui versa il Paese. In un rapporto sugli squilibri macroeconomici dell’Unione, la Commissione ha ricordato tra le altre cose i rischi di contagio alla zona euro della crisi italiana.
L’esecutivo comunitario ha elencato le debolezze italiane, criticando la perdita di competitività di imprese spesso piccole e poco innovative, il forte indebitamento dello stato e la fragilità del settore bancario. Il giudizio ha indotto la Commissione a definire «consistente» il rischio di un «potenziale contagio economico e finanziario» della crisi italiana al resto della zona euro, nel caso «le tensioni sui mercati relative al debito sovrano italiano dovessero tornare a intensificarsi».
Nel suo rapporto, la Commissione definisce «seri» gli squilibri macroeconomici italiani. «Nonostante – spiega l’istituzione Ue – siano state adottate nell’ultimo anno misure importanti per risolvere questi squilibri la loro piena adozione rimane una sfida. Vi è ancora margine per introdurre ulteriori misure in alcuni campi. Nel frattempo, il perdurare della crisi ha indebolito l’abilità del settore bancario italiano a sostenere il necessario aggiustamento economico».
Il rapporto contiene una critica del modello di crescita, mettendo in relazione la perdita di competitività dell’economia con un problema di crescita della produttività. La Commissione ritiene che le imprese italiane siano spesso troppo piccole, poco innovative, penalizzate da un modello specializzato in prodotti tipici dei Paesi emergenti come la Cina, meno richiesti di altri beni. L’esecutivo comunitario imputa la taglia delle aziende tra le altre cose a «barriere istituzionali e regolamentari».
La presa di posizione giunge mentre a quasi due mesi dalle ultime elezioni politiche il paese continua a non avere un nuovo governo, una situazione che molti partner guardano con nervosismo. A questo riguardo in una conferenza stampa qui a Bruxelles, il commissario agli affari monetari Olli Rehn ha spiegato di avere «piena fiducia nel presidente Giorgio Napolitano, nel fatto che farà tutto ciò che è umanamente possibile perché possa formarsi un governo in Italia».
In questo contesto, il livello del debito è «un’importante fonte di vulnerabilità». Pur positiva sugli sforzi del Paese per ridurre il proprio deficit sotto al 3% del Pil nel 2012, la Commissione nota il corto circuito tra alto debito ed economia debole. Nel contempo, Rehn, pur di rassicurare i mercati, ha detto però di considerare «molto probabile» l’uscita del Paese dalla procedura di deficit eccessivo, se le prossime stime confermeranno la riduzione sostenibile del disavanzo pubblico.
L’analisi della Commissione considera anche la situazione delle banche italiane, oberate da «uno stock importante di sofferenze creditizie» che contribuisce a un costo del denaro più elevato di quello che dovrebbe prevalere tenuto conto dei tassi d’interesse ufficiali. In conclusione, secondo l’esecutivo comunitario l’Italia è chiamata ad affrontare «gravi sfide» economiche, tanto che Bruxelles esorta il Paese a continuare a riformare la propria economia.
Concludendo il capitolo dedicato all’Italia, la Commissione spiega che la Penisola deve rafforzare la concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi, adottare un sistema fiscale più semplice, riformare la pubblica amministrazione, decentralizzare ulteriormente le contrattazioni salariali, rafforzare il sistema bancario. Proprio in queste settimane, il governo Monti sta mettendo a punto il nuovo piano di stabilità e il nuovo piano nazionale delle riforme da presentare a Bruxelles entro fine aprile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa