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Rischio di autunno caldo per Bcc e Popolari minori

Il completamento della riforma del credito cooperativo rischia di coincidere, nei passaggi più delicati e cruciali, con una fase di massima turbolenza dei mercati innescata dalla crisi politica italiana. Contestualmente, rischia di cogliere in mezzo al guado un gruppo di banche minori diverse dalla Bcc, ovvero le piccole popolari, che oggi non possiedono reti di protezione in caso di crisi e che versano in situazioni non rosee. Il costo del rischi per queste banche (misurato nel rapporto tra flusso di rettifiche e la consistenza media dei presiti), ha ricordato ieri il governatore, «lo scorso anno è stato di quasi 190 punti base, contro 100 delle maggiori banche». In tutto sono 20 banche, di cui circa 15 stanno andando male.
Tornando al credito cooperativo, il governatore rivela che le candidate capogruppo dovranno consegnare entro l’autunno alla Bce i piani dettagliati per lo smaltimento degli Npl. Un fatto nuovo: sinora si pensava che fossero esaustive le indicazioni per le cessioni fornite con i piani industriali (7 miliardi di cessioni entro il 2021 da parte di Iccrea; oltre 2 miliardi da parte di Ccb). Con tutta probabilità sempre in autunno sarà realizzato da parte della Bce il comprehensive assessment dei gruppi, incluso lo stress test che potrebbe rivelarsi più stringente del previsto alla luce dell’instabilità italiana.
Tornando alle piccole popolari, il governatore rivela come la Banca d’Italia stia sollecitando l’adozione dei Fondi di garanzia sul modello tedesco degli Ips: sistemi di protezione istituzionale basati su accordi di sostegno reciproco in caso di difficoltà. Per l’istituto di vigilanza questo potrebbe costituire un primo passo «verso forme più strette di aggregazione». Il passo successivo potrebbe essere l’outsourcing di una serie di servizi da gestire in comune e poi la costituzione di gruppi sul modello di quelli cooperativi. «Assopopolari appieno concorda – ha dichiarato ieri il presidente Corrado Sforza Fogliani – e costituendo un’apposita società fra Popolari, la Luigi Luzzatti, s’è già messa proprio su questa strada».

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