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Risarcimenti più vicini ai truffati delle 4 banche e si allargherà la platea

È imminente un accordo tra Tesoro e Commissione europea per allargare la platea degli obbligazionisti delle quattro banche salvate a novembre che avranno diritto ai risarcimenti. E di conseguenza per irrobustire il fondo da 100 milioni per il ristoro degli ex obbligazionisti subordinati che hanno perso i loro investimenti dopo il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti.
Questione di giorni, probabilmente la prossima settimana, e Roma otterrà il via libera da Bruxelles. Almeno questo assicurano da entrambi i fronti, anche se in una trattativa così complessa gli scenari possono rovesciarsi fino all’ultimo.
Proprio ieri scadeva il termine che il governo si era imposto nella Legge di Stabilità per procedere ai rimborsi degli obbligazionisti che hanno perso i loro soldi con il salvataggio delle 4 banche che le nuove regole europee, il bail in, impongono essere a carico dei risparmiatori e non dei contribuenti. Il governo in seguito al diktat Ue degli scorsi mesi prevedeva di risarcire solo chi è stato truffato a valle di un arbitrato affidato all’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. Ma ora cerca di ampliare il numero dei risarcimenti e per questo ha sforato il termine del 30 marzo. Il che ha portato ad una serie di interrogazioni parlamentari (Sel e Scelta Civica) mentre Adusbef e Federconsumatori hanno parlato di «governo che perde la faccia non mantenendo fede alle sue promesse». Il viceministro Enrico Morando ha però spiegato che il termine non è stato rispettato proprio perché il governo sta lavorando «per ottenere un allargamento delle maglie» da parte della Ue per il ristoro dei risparmiatori: «Penso – ha aggiunto – che ci siano buone possibilità di un esito positivo per i detentori di obbligazioni subordinate». E da Bruxelles un portavoce della Commissione confermava: «Sono in corso colloqui costruttivi con le autorità italiane, stiamo facendo del nostro meglio nel fornire assistenza affinché sia garantito il rispetto delle regole comunitarie».
Tradotto, sulle prime Bruxel- les aveva reagito alle richieste italiane di allargare la platea dei risarcimenti paventando il rischio di bocciatura della misura per aiuti di Stato. Ora invece si cerca un’intesa su come evitare questo rischio. Dietro le quinte emerge che un accordo è in arrivo a breve, probabilmente già la prossima settimana, al massimo quella successiva. Primo, la Commissione permetterà al governo di allungare i tempi per la vendita delle quattro banche: l’accordo di gennaio tra Padoan e la responsabile Ue alla Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, prevedeva che dovevano essere vendute entro il 30 aprile. Ma Roma ha chiesto una proroga, in arrivo, fino alla fine dell’estate perché vendere con tempi stretti quattro banche comporta il rischio di doverle cedere a prezzi stracciati e magari a compratori non affidabili dal punto di vista industriale.
Ma il governo soprattutto chiede di allargare la platea di chi potrà essere risarcito, con la Vestager che aveva limitato la possibilità di ristoro solo per chi avesse potuto dimostrare in sede di arbitrato di essere stato raggirato dalla propria banca con la violazione del rapporto di trasparenza e correttezza tra istituto e cliente. Ora invece – salvo sorprese – la platea sarà allargata e dunque il fondo da 100 milioni formato volontariamente dal sistema bancario potrà essere ampliato fino a circa 300 milioni. Non è ancora chiaro se gli arbitrati verranno accantonati in favore di risarcimenti automatici per categorie oppure se resteranno ma saranno più semplici e veloci. Così come alla fine la formula dell’accordo potrebbe prevedere entrambe le possibilità a seconda delle fattispecie. Si lavora ai dettagli. D’altra parte il governo – che tradurrà l’accordo in un decreto – si impegnerà a riconoscere che questa parziale deroga al bail in verrà concessa solo in virtù della situazione eccezionale e non sarà ripetibile.
Intanto ieri l’Associazione delle vittime del Salva-Banche e Bankitalia hanno condiviso l’auspicio che i futuri compratori dei 4 istituti dovranno essere attenti ad attenuare i disagi sofferti dai risparmiatori. Magari, questa la proposta delle vittime, emettendo nuove obbligazioni da offrire come forma di ristoro.

Alberto D’Argenio

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