Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Risarcimenti alle persone, vale la disciplina nazionale

La Corte di giustizia europea lascia agli Stati membri la possibilità di disciplinare le modalità di risarcimento per danno morale da incidente stradale. Lo fa con due sentenze riferite a fatti accaduti nella Repubblica Ceca e in Lettonia, che però avranno effetti anche in Italia. Le interpretazioni della Corte, infatti, arrivano nel bel mezzo delle polemiche italiane sul risarcimento del danno alla persona, con i contrasti sulle nuove tabelle che dovrebbero quantificare gli indennizzi. A complicare tutto è arrivata all’inizio di questo mese una sentenza della Cassazione, che è tornata a riconoscere il danno morale separatamente da quello biologico.
Il principio-cardine su cui si basano le due sentenze depositate ieri dalla Corte Ue è il fatto che le direttive europee sull’assicurazione Rc auto si limitano a prevedere che le compagnie siano obbligate a coprire anche i danni alle persone e lo facciano senza mai andare sotto i massimali previsti dalle direttive stesse. Per il resto, valgono le regole dello Stato sul cui territorio si è verificato l’incidente.
Per questo, nel quantificare il risarcimento, bisognerà tenere conto non solo dei massimali stabiliti in sede europea, ma anche delle varie voci di danno così come sono fissate dalle normative nazionali. E – quando l’incidente coinvolge veicoli immatricolati in Paesi diversi o accade quando essi circolano in uno Stato diverso da quello in cui sono immatricolati – per normativa nazionale s’intende quella del luogo in cui si è verificato il sinistro.
Ecco perché nella prima sentenza (quella relativa alla causa C-22/12) la Corte di giustizia Ue è arrivata alla conclusione che la compagnia slovacca con cui era assicurato un conducente che ha causato un incidente mentre era in trasferta nella Repubblica Ceca deve riconoscere ai familiari della vittima anche il danno morale. La compagnia aveva eccepito che in Slovacchia la risarcibilità del danno morale non è prevista, ma la Corte ritiene che debba comunque pagarlo perché la normativa ceca la prevede.
Nella seconda sentenza (relativa alla causa C-277/12), il problema trattato è il tetto di soli 142 euro che la normativa lettone concede per il danno morale causato da un decesso per incidente stradale. Una cifra sensibilmente inferiore ai massimali fissati dalla seconda direttiva europea Rc auto (un milione di euro per vittima o cinque milioni per ogni singolo sinistro, a prescindere dal numero delle vittime). La Corte Ue ritiene che sotto questo profilo vadano applicate le norme europee e ribadisce che invece gli Stati membri restano liberi di decidere quante e quali sono le forme di danno alla persona che vanno risarcite.
Un principio che in Italia è molto delicato, soprattutto in questo periodo. Infatti, il 3 ottobre la Cassazione ha depositato la sentenza 22585/13, che riconosce risarcimenti distinti tra danno morale, danno esistenziale e danno fisico (si veda «Il Sole-24 ore» del 4 ottobre). Un cambio di direzione totale rispetto alla giurisprudenza prevalente degli ultimi anni (orientata dalla sentenze 26972 e 26975, emanate nel 2008 dalle Sezioni unite), che invece accorpa le ipotesi di danno alla persona (danno non patrimoniale), abbassando di fatto l’entità dei risarcimenti.
Le conseguenze sono tanto più importanti se si pensa che in commissione Giustizia alla Camera è ancora in corso il braccio di ferro sulla nuova disciplina del danno non patrimoniale (atto C. 1063), il cui progetto di legge contiene le contestatissime tabelle di risarcimento per le lesioni che comportano dai 10 punti di invalidità in su. Questo è il terreno di scontro non solo politico, ma anche tra compagnie assicurative e alcune associazioni dei consumatori e delle vittime della strada: le prime vogliono un deciso taglio per rendere più sostenibili i costi della Rc auto, le seconde chiedono che si risparmi gestendo e verificando meglio le pratiche.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa