Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Risanamento: taglio ai debiti sotto i 500 milioni, missione compiuta

Per l’amministratore delegato Claudio Calabi (nella foto sopra ) ciò significa quasi «missione compiuta». Quando, nel 2009, la società immobiliare che Luigi Zunino aveva coperto di debiti per circa 3 miliardi, evitava il default chiesto dalla Procura con un accordo con le banche secondo l’articolo 182 bis della legge fallimentare, il salvataggio sembrava a molti un’impresa impossibile. Oggi la società si presenta fortemente ridimensionata negli attivi ma con una posizione finanziaria altrettanto ridotta e netta del tutto sostenibile.
Ieri il consiglio di amministrazione di Risanamento ha approvato i conti 2013, chiusi con una perdita di 73 milioni, contro i 113 dell’anno precedente, e debiti netti per 1,8 miliardi, in flessione rispetto agli 1,9 di 12 mesi prima. Ma sono conti ormai «vecchi». Perché, appunto, il 9 aprile 2014 sono stati sottoscritti i contratti preliminari per la vendita dei nove immobili francesi al fondo Chelsfield /the Olayan group per 1,2 miliardi. Una transazione molto travagliata, che ha visto tornare alla carica l’ex proprietario del gruppo le cui tre holding in liquidazione detengono ancora il 24% circa di Risanamento.
I contratti preliminari verranno eseguiti per otto immobili trascorsi i 60 giorni a disposizione della eventuale (teorica) prelazione pubblica, considerato il valore storico degli edifici. Per un immobile, che vale circa 130 milioni, i tempi per l’esecuzione sono pari a 120 giorni. In questo periodo, in base all’accordo con Zunino e le sue holding sottoscritto sempre il 9 aprile, l’ex patron potrà acquistare alle stesse condizioni già previste con Chelsfield un edificio situato in avenue Montaigne. E Zunino, che ha tentato di bloccare la vendita del portafoglio parigino sostenendone l’incoerenza con il piano di ristrutturazione, iniziativa una prima volta ritirata e una seconda rigettata dal tribunale, ha rinunciato a tutte le varie azioni giudiziarie e societarie avviate e annunciate. Il campo è inoltre stato sgombrato anche dall’ipotesi di Opa su Risanamento che Zunino aveva manifestato di voler lanciare con partner di maggioranza Colony Capital di Tom Barrack.
L’operazione è dunque stata portata a termine e produrrà i suoi benefici sui conti di quest’anno. Risanamento con gli immobili cede 817 milioni di debito e genera cassa per 245 milioni. Il totale andrà quindi a ridurre l’attuale debito a circa 760 milioni. In maggio si procederà poi alla conversione in capitale del convertendo da 270 milioni, con una riduzione ulteriore del debito appunto a circa 500 milioni. Anche il portafoglio delle attività è ovviamente destinato a cambiare in modo significativo. A Risanamento a questo punto resta Santa Giulia. Che nella parte sud ha il fabbricato Sky con relativo debito sul quale è stata avviata la costruzione della terza torre. Relativamente alla parte nord, ancora sotto sequestro e che va sottoposta a bonifica, non è andata a buon fine la trattativa in esclusiva con Idea Fimit per l’apporto degli immobili a un fondo. Ciò significa che a Risanamento resta per il momento l’area (a libro per 760 milioni) con i relativi debiti (per 350). Con il masterplan e il progetto di bonifica la società chiederà il dissequestro. Il piano di ristrutturazione termina a fine 2014, ma Santa Giulia porterà probabilmente a uno slittamento di un anno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa