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«Risanamento, ma basta tasse» Draghi: ripresa più forte nel 2014

FRANCOFORTE — I governi europei non fermino il risanamento dei conti pubblici evitando, però, nuovi aumenti delle tasse. Mario Draghi torna a chiedere politiche per la crescita, confermando l’orientamento espansivo della politica monetaria. Che prevede, come ha spiegato ieri lo stesso presidente della Bce, di lasciare i tassi di interesse costanti o al ribasso (ieri è stato confermato il minimo storico allo 0,25%) «fino a quando sarà necessario», per sostenere la graduale ripresa.
Draghi ha avvertito che Eurotower rimane «pronta ad agire», se necessario, con tutta «l’artiglieria potente» di cui dispongono i banchieri centrali europei, precisando tuttavia che il Consiglio non ha ancora scelto uno strumento particolare e che ha parlato solo brevemente di tassi negativi sui depositi.
Quanto alle attese dei mercati per un nuovo eventuale maxi-prestito (Ltro) Draghi ha spiegato che in ogni caso non potrà essere utilizzato dalle banche per finanziare gli Stati, ma per riattivare il circolo del credito. E questo anche perché l’inflazione rimarrà debole a lungo, e dopo l’ 1,4% toccato in media nel corso del 2013, si attenuerà secondo le stime dello staff in Bce all’1,1% nel 2014 (lo 0,1% in meno delle stime di settembre), e all’1,3% nel 2015, per rientrare nel target di Eurotower (inferiore ma vicino al 2%).
Mentre per quanto riguarda la crescita, lo staff ha lasciato invariato a un calo dello 0,4% le stime per quest’anno, ma ha aumentato all’1,1% le previsioni per il 2014 (+ 0,1%), dimostrandosi leggermente più ottimista, mentre per il 2015 prevede un ritmo di espansione dell’economia all’1,5%.
Draghi ha ricordato che sulla crescita di Eurolandia pesano ancora «rischi al ribasso», dovuti alle incertezze dei mercati, dei prezzi delle materie prime e da un periodo prolungato di inflazione bassa. Anche per questa ragione la dinamica della domanda interna o delle esportazioni «potrebbe essere più debole del previsto», anche a causa di una «lenta o insufficiente attuazione delle riforme strutturali». I governi «non devono fermare gli sforzi in corso per ridurre i deficit», ha detto il presidente della Bce, anche se le misure di consolidamento «dovrebbero essere favorevoli alla crescita» per «ridurre al minimo gli effetti distorsivi della tassazione».
A proposito dell’opinione sulla rivalutazione delle quote di capitale di Bankitalia, Draghi ha sostenuto che si sta seguendo «la normale prassi» ed è stato trasmesso «alle banche centrali nazionali che preparano le proprie opinioni al riguardo». E a questo proposito si è sparsa la voce, non confermata, che la Bundesbank abbia frenato di nuovo, e che prepari commenti sostanziali, di merito, sulla rivalutazione delle quote di via Nazionale.
Anche la Bank of England ha mantenuto i tassi invariati allo 0,50% e in questo scenario la maggior parte dei listini europei ha perso terreno, con Milano in maglia nera (-1,75%). Ma le Borse sono calate anche per i timori di una riduzione delle misure espansive (tapering) da parte degli Usa, dopo la pubblicazione del dato di crescita a sorpresa del Pil nel terzo trimestre a quota 3,6%, molto più elevato delle attese.

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