Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Risanamento, banche divise tra Zunino e Qatar

Arriva sul tavolo delle banche l’offerta di Luigi Zunino per Risanamento con l’Opa a 0,25 euro. E, da una prima impressione, sembra che non sarà affatto facile da realizzare il piano dell’ex-proprietario di Risanamento, l’uomo che nel bene e nel male ha scritto la storia della società negli ultimi dieci anni prima che il gruppo super-indebitato finisse sotto la cura del Tribunale di Milano e quindi delle banche con un salvataggio in base all’articolo 182 bis.
Zunino non avrà gioco semplice perché sul tavolo delle banche è arrivata ed è già stata esaminata un’offerta che in qualche modo era stata apprezzata dai creditori (in particolare Unicredit e Intesa Sanpaolo): quella del fondo sovrano del Qatar, assistito da Lazard, che si è proposto non solo di comprare gli immobili parigini del gruppo ma anche di iniettare 100 milioni di euro nel progetto Santa Giulia, area di sviluppo alle porte di Milano tra le più importanti di Risanamento, che probabilmente a fine mese finirà (con il via libera degli istituti di credito e del Cda guidato da Claudio Calabi) sotto le cure di Idea Fimit, una delle maggiori Sgr immobiliari in Italia. Inoltre per i palazzi parigini sul tavolo delle banche ci sarebbe secondo i rumors anche un’offerta, con possibilità tuttavia ridotte, del fondo americano Thor (guidato dal finanziere Joe Sitt) e un’altra di un gruppo Usa, arrivata tramite l’advisor Deutsche Bank.
Comunque Zunino sembra pronto a giocarsi tutte le sue chance. La sua è una corsa contro il tempo. Di sicuro, ha fatto l’unica mossa che aveva a disposizione. Sta provando a sparigliare le carte tra le banche, che sembravano ben disposte verso la proposta del Qatar. Lo ha fatto prima facendo trapelare alcune indiscrezioni sui contenuti della sua scalata al gruppo immobiliare, che peraltro già due mesi fa era stata presentata in modo generico agli istituti di credito senza alcun risultato. Poi, venerdi, Zunino ha presentato al mercato alcuni stralci dell’offerta, non ritenuti adeguati dalla Consob. Infine ieri l’imprenditore piemontese ha fornito dettagli più approfonditi dell’Opa, che prevede l’acquisizione delle azioni delle banche azioniste della società e di quelle di Sistema Holding, holding in liquidazione dello stesso Zunino. A fare l’operazione sarà la newco Oui controllata dallo stesso Zunino. Per l’operazione Zunino propone la firma di un accordo con i creditori Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare, Mps e Bpm oltre che con Sistema Holding, titolari dell’87,8% di Risanamento, ad un prezzo di 0,25 euro per azione, per un investimento di 180 milioni. Allo stesso prezzo, il cavaliere di Nizza Monferrato lancerà un’Opa, con l’obiettivo di effettuare uno squeeze out (riacquisto delle quote residue) e di ritirare il titolo dal listino.
Successivamente Risanamento cederà alle banche il 100% della Newco Msg, costituita ad hoc per l’operazione, con in dote attività e passività della sede Sky e l’area di Santa Giulia. Quindi la società si fonderà con Oui e verrà ritirata dal listino di Piazza Affari, anche in caso di impossibilità ad effettuare lo squeeze out per mancato superamento del 95% del capitale.
Ma i nodi sono tanti. Il primo: per tutta l’Opa servono circa 200 milioni di euro che Zunino non ha e che confida gli vengano dati dal Banco Popolare, il più esposto verso le sue holding personali. Ma il dato di fatto per ora è solo uno: nessun finanziamento è stato ancora deliberato dal Banco. Il secondo: a Zunino interessano solo gli immobili parigini ed è vero che alle banche verranno girate alcune importanti attività (sede Sky e Santa Giulia), ma è pure vero che gli istituti avranno in eredità anche il relativo debito per svariate centinaia di milioni. Terzo punto: Zunino ha un’opzione call con le banche che scadrà fra circa un anno stabilita in sede di 182 bis. In pratica potrebbe ricomprarsi la società dagli istituti. Perché non lo fa, invece di lanciare un’Opa? La call gli costerebbe molto di più: 0,45 euro (più un premio) per le azioni e 0,28 euro per i titoli provenienti dal convertendo. Insomma, tanti interrogativi per uno scontro duro, durissimo con il Qatar. Con le banche a scegliere il vincitore della contesa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa