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Risanamento apre l’asta su Parigi

Settimana decisiva per il possibile riassetto di Risanamento. Si attendono infatti ulteriori novità sulle offerte ricevute sia per l’intera società immobiliare sia per le attività immobiliari parigine (in Borsa ieri il titolo è cresciuto di oltre il 6% sulle attese di possibili rilanci). Nel frattempo il Cda ha aperto formalmente una gara proprio sui palazzi francesi, assistito dall’advisor Banca Leonardo, dove verranno selezionate le manifestazioni d’interesse. Nel giro di qualche settimana sarebbero attese le offerte preliminari.
Sullo sfondo resta la proposta dell’ex-proprietario di Risanamento, Luigi Zunino, per l’intera società e rivolta alle banche azioniste. Quest’ultimo, a metà giugno, si era detto pronto a offrire 0,25 euro per azione per rilevare il gruppo immobiliare e procedere poi al delisting. Proprio Zunino, con il supporto di Rothschild e Guido Rossi, ha messo a punto un’offerta che prevede, attraverso un veicolo di nuova costituzione, di rilevare il pacchetto Risanamento in mano alle banche e al sistema holding a un prezzo che di fatto valorizza il patrimonio francese 1,33 miliardi. Alle banche sarebbero poi stati offerti strumenti finanziari partecipativi nella società  che emergerà  dall’integrazione.
Ma non è affatto detto che l’offerta di Zunino venga accolta. Tra gli istituti favorevoli ci sarebbe il Banco Popolare: la banca guidata da Pierfrancesco Saviotti è particolarmente esposta verso le holding dell’immobiliarista e sarebbe pronta a finanziare Zunino. Ma è meno certa la posizione di altri istituti, come Intesa Sanpaolo e UniCredit.
Di sicuro, l’asta sugli immobili di Parigi potrebbe rallentare le mire di Zunino. Alla finestra c’è poi il fondo sovrano del Qatar, affiancato dall’advisor Lazard, che, alla fine di febbraio, ha già formalizzato un’offerta che valutava oltre 1,15 miliardi gli immobili parigini. Inoltre il Qatar apriva alla possibilità di prendersi carico anche dell’area Santa Giulia a Milano. Ora, tra gli addetti ai lavori, si scommette pure che il fondo sovrano possa decidere di ritoccare al rialzo l’offerta per i palazzi di Parigi mettendo in un angolo la proposta di Zunino.
Nel frattempo, il gruppo guidato da Claudio Calabi ha comunicato, su richiesta Consob, di non aver ricevuto alcuna offerta «complessiva che coinvolge sia gli immobili parigini sia la valorizzazione dell’area Santa Giulia dal fondo del Qatar insieme al gruppo Hines». La società ha precisato di «non aver allo stato deliberato la vendita degli asset francesi. Tuttavia, poiché la società nel recente passato è stata destinataria di sollecitazioni alla negoziazione sul patrimonio parigino da parte di investitori esteri, è stato avviato un processo strutturato volto alla valorizzazione dello stesso». Un beauty contest che potrebbe vedere proprio il Qatar tra i soggetti in gara con maggiori chance, oltre al fondo Usa Thor, che qualche mese fa si era detto interessato.

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