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«Ripresa zoppa senza i consumi»

Se rallentano i consumi la ripresa avrà il fiato corto. Il Covid complicherà la respirazione anche all’economia italiana ed è indispensabile trovare rimedi. L’emergenza appare ancor più preoccupante dallo studio prospettico realizzato da The European House – Ambrosetti i cui consulenti hanno tracciato due scenari: uno senza ondata epidemica di ritorno e con un lieve impatto della crisi sui redditi (intorno all’8%) che prevede che a fine 2020 i ricavi totali del settore della Distribuzione (food e non food) diminuiranno del 20,5%. Il secondo scenario, senza ondata epidemica di ritorno, con uno shock intenso sui redditi delle famiglie farebbe scendere i ricavi della distribuzione del 28,2% .

Particolarmente negativo sarà l’andamento dei ricavi delle imprese della Distribuzione non alimentare (da -36,7% a -49,4%). «Se l’Italia vuole tornare a crescere deve, tra le altre cose, preoccuparsi di sostenere i consumi, che rappresentano il 60% del Pil — afferma Valerio De Molli, managing partner & ceo, The European House – Ambrosetti — Distribuzione alimentare e non alimentare sono un settore economico strategico per il futuro del Paese: con 542 miliardi di euro di fatturato generato, oltre 2,3 milioni di occupati nel 2019 hanno rappresentato un motore di crescita e modernizzazione importante negli ultimi anni».

Ma lo scenario porta con sé ritardi e sofferenze che arrivano da lontano: secondo il rapporto annuale Confcommercio-Censis su fiducia, consumi e impatto del Covid-19, la pandemia si è abbattuta su un’economia già fortemente debilitata. Tra il 2007 e il 2019, infatti, ciascun italiano ha perso oltre 21.600 euro di ricchezza. Il calo dei consumi quindi si trascina da tempo e adesso lascia prevedere ricadute preoccupanti. Lo studio realizzato da Ambrosetti per Federdistribuzione mette in evidenza che la contrazione dei ricavi del settore della Distribuzione avrà impatti occupazionali rilevanti, soprattutto nel settore della Distribuzione non alimentare, con una quota di occupati a rischio tra il 15,5% (circa 220 mila occupati) e il 26,9% (circa 380 mila). Poiché più del 60% degli occupati del settore della Distribuzione è donna, saranno proprio le donne a subire un impatto maggiore.

Nel 2019

La distribuzione alimentare e non alimentare conta 2,3 milioni di occupati

«I 9,8 miliardi di investimenti effettuati lo scorso anno dalla distribuzione — avverte Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione — devono essere necessariamente protetti nei prossimi mesi: non tutelare un settore strategico per gli investimenti sarebbe un autogol per la crescita e quindi per il futuro del Paese. Ed è per questo che chiediamo la giusta attenzione da parte del governo». Almeno per riprendere fiato.

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