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Riporto perdite con compensazioni

Compensazione senza preclusioni per il credito emergente dall’ultima dichiarazione integrativa presentata per riporto delle maggiori perdite. In tal caso, pur in presenza di integrative a catena, non vale la regola secondo la quale il credito emergente deve essere utilizzato in compensazione dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione della medesima.

Così l’Associazione fra le società italiane per azioni (Assonime) che, con la copiosa circolare 27/06/2018 n. 15, è intervenuta sulla determinazione delle imposte Ires e Irap in sede di redazione della dichiarazione Redditi 2018, dopo le numerose e recenti novità legislative.

Numerosi gli argomenti di interesse trattati nel documento, a partire dalle novità sul tema della redazione dei bilanci, della deducibilità del welfare aziendale, della stabile organizzazione e delle modifiche alla disciplina Irap, ma in apertura un ampio spazio è stato dedicato alla presentazione delle dichiarazioni, con particolare riferimento alla gestione delle integrative.

Si ricorda, innanzitutto, la validità delle dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine (cosiddette «tardive»), ai sensi del comma 7, art. 2, dpr 322/1998 e, soprattutto, la possibilità concessa al contribuente di procedere con le rettifiche delle dichiarazioni fiscali, per correggere la generalità degli errori commessi, a prescindere dal relativo segno; quindi, sia per emendare errori a proprio danno sia errori in danno dell’erario.

Con l’art. 5, dl 193/2016, soprattutto, è stato modificato il comma 8-bis, dell’art. 2, dpr 322/1998, il quale dispone che il credito derivante dalla dichiarazione integrativa a favore (quella che emenda gli errori a proprio danno) può essere utilizzato secondo le regole ordinarie (quindi immediatamente) soltanto nei casi in cui la dichiarazione integrativa sia presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successiva a quello cui si riferisce la dichiarazione da correggere («termine breve») e nei casi in cui il credito deriva dalla correzione di errori contabili di competenza, a prescindere dalla data di presentazione dell’integrativa.

Quindi, nel caso in cui la dichiarazione integrativa sia ultrannuale e abbia a oggetto errori diversi da quelli di competenza, il credito emergente (integrativa a favore) può essere utilizzato in compensazione esclusivamente per l’estinzione dei debiti maturati nel periodo d’imposta successivo a quello in cui l’integrativa è stata presentata.

Sul punto l’associazione aveva già rilevato alcune criticità e l’Agenzia delle entrate, nel corso degli incontri con la stampa specializzata, aveva confermato il contenuto delle disposizioni appena indicate sul differimento di utilizzo del credito nell’ambito delle integrative ultrannuali, ribadendo ulteriormente che il limite temporale all’utilizzo della compensazione non può essere superato mediante l’utilizzo «a catena» delle dichiarazioni integrative, non essendo il procedimento conforme alle nuove regole di integrazione citate.

Sul punto, però, l’associazione eccepisce che se la regola può valere esclusivamente per l’utilizzo di poste creditorie emergenti dalle dichiarazioni integrative ultrannuali, la stessa non può essere applicata per l’utilizzo delle maggiori perdite emergenti da tale tipo di rettifica.

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