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Ripianato il «rosso» la Srl può restare anche con un euro

I due importi sono diversi nella determinazione e negli effetti. Resta però il rapporto tra i due tipi di perdita e tale legame è cambiato dall’anno scorso, quando è stata introdotta la possibilità di costituire società a responsabilità limitata con capitali sociali inferiori ai limiti tradizionalmente fissati.
Da sempre, il legislatore del Codice civile costringe le società di capitali a monitorare l’incidenza delle perdite di bilancio rispetto al patrimonio netto, individuando precisi comportamenti che gli organi societari devono assumere o tenere quando i limiti prestabiliti vengono superati e graduando la significatività dell’intervento a seconda della gravità delle perdite sofferte.
Su questa impostazione tradizionale – che è ben nota agli addetti ai lavori (si veda «Il Sole 24 Ore» del 16 aprile scorso) – va registrata una novità di tutto rilievo, recata dal Dl 76/2013 e commentata nello studio del Notariato n. 892-2013 dello scorso mese di dicembre.
Con l’introduzione del nuovo comma 4 nell’articolo 2463 del Codice civile si è previsto che l’ammontare del capitale per le società a responsabilità limitata possa essere determinato in misura inferiore al tradizionale livello dei 10.000 euro, con il limite minimo di 1 euro. La novità presenta una evidente mancanza di coordinamento con l’articolo 2482-ter dello stesso Codice, cioè la disposizione che regola la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale.
Secondo lo studio del Notariato, le società che hanno un capitale pari o superiore a 10.000 euro e che vedono le perdite superiori al terzo intaccare tale limite minimo, pur essendo obbligate a convocare l’assemblea dei soci per i necessari interventi da intreprendere sul capitale, possano non ripristinare il capitale al precedente livello di 10.000 euro, ma fermarsi a un ammontare inferiore, posto tra 1 e 9.999 euro. Tutto ciò vale purchè il reintegro di mezzi finanziari venga interamente versato e con obbligo di accantonare la riserva legale secondo le “nuove regole” che sono state introdotte l’anno scorso nel comma 5 dell’articolo 2463 del Codice civile.
Seguendo questo orientamento del Notariato, pertanto:
– una società con capitale di 10.000 euro, che abbia registrato una perdita di 4.000 euro può limitarsi a ridurre il capitale sociale a 6.000 euro, fissandolo come suo nuovo limite statutario deliberato, senza quindi riportarlo al limite 10.000 euro o sottostare ad altri versamenti obbligatori;
– la stessa società, nel caso in cui invece subisse perdite – per esempio – per 11.000 euro, potrebbe abbattere il capitale integralmente, versare 1.000 euro per ripianare la perdita residua e fissare a piacimento il nuovo ammontare del proprio capitale sociale.
In questo caso, vanno tenute presenti due indicazioni:
– occorre versare contestualmente alla decisione l’importo necessario a ripianare la perdita e costituire il nuovo capitale al livello deliberato;
– per la delibera che fissa il nuovo capitale sociale opererebbe il solo limite minimo di 1 euro previsto dalla nuova norma.

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