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Ripartono le privatizzazioni 12 miliardi tra Eni e Fincantieri Imu prima casa, ancora uno stop

Un primo pacchetto di privatizzazioni per incamerare dai 10 ai 12 miliardi nel 2014. Accelerazione sulla spending review. Obiettivo: ridurre il debito pubblico e portare, fin da oggi all’Eurogruppo, un «elemento importante », come lo ha definito il ministro dell’Economia Saccomanni, per riacquistare flessibilità di bilancio sugli investimenti pubblici. Questa la strategia del governo. Ma Renzi e i parlamentari renziani criticano Letta proprio sulle cessioni. Per il sindaco di Firenze, le privatizzazioni suonano come una svendita, perché cadono in una fase di crisi e saranno fatte al ribasso.

In quello che il premier definisce un «primo pacchetto di cessioni » di quote di società pubbliche, il piatto forte sarà la vendita di un 3% dell’Eni del valore di 2 miliardi, che avverrà rimanendo entro il limite del 30%. Il piano coinvolge altre 7 aziende. Di due – Sace e Grandi Stazioni – saranno cedute le quote di controllo (il 60%) mentre delle altre solo quote di minoranza (il 40% di Enav e Fincantieri, circa il 50% delle reti elettriche e gas della Cassa depositi, e una quota della Stmicroelettronics). Le risorse serviranno, ha detto Letta, per «ridurre il debito pubblico per la prima volta dopo 5 anni». Renzi non è convinto, però. A suo parere, il beneficio di oggi si tradurrà in un danno nel medio periodo. Le generazioni future, insomma, saranno più povere. Il sindaco teme anche che i compratori possano spuntare prezzi di favore, prendendo per la gola l’Italia, in affanno sui conti.
Ma Letta vuole “conquistare” Bruxelles, dove porta un altro segnale. Dal primo gennaio, sarà operativo l’Ufficio parlamentare di Bilancio, organismo “terzo” di controllo dei conti pubblici previsto dal Fiscal compact, al quale ieri la Giunta del regolamento di Montecitorio ha dato il via libera. Sarà composto da tre membri scelti dai presidenti di Camera e Senato, dopo una proposta di 10 nomi delle commissioni competenti, formulata anche sulla base di annunci suEconomist eFinancial Times. «Vogliamo il meglio a livello internazionale», dice la presidente della Camera, Boldrini.
Il Consiglio dei ministri di ieri, che ha autorizzato la fiducia sulla legge di Stabilità, invece non è riuscito a dare una risposta definitiva sullo stop alla seconda rata Imu. «Rinvio formale», giura Letta che annuncia il varo del provvedimento permartedì. Abloccareil decreto Imu, che viene finanziato con un aumento degli acconti fiscali per le banche, sarebbe stato lo slittamento, in attesa del parere della Bce, del provvedimento sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia in portafoglio alle aziende di credito. Siccome entrambe le misure riguardano le banche, osserva il premier, si è ritenuto di far avanzare i due provvedimenti «in parallelo». Resta comunque sempre in ballo la questione dei 900 milioni che mancano all’appello per sterilizzare l’Imu per i fabbricati agricoli e per ristorare i Comuni che hanno aumentato le aliquote quest’anno. Problemi che, insieme alla spending review, hanno provocato scintille nell’esecutivo.
Infine, ieri sera, è giunto il sì della Camera al decreto legge “manovrina” per contenere il deficit-Pil 2013 entro il 3% e fronteggiare l’emergenza immigrazione. Il testova al Senato.
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