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Riparte la verifica. Ora Conte cerca l’intesa sul Recovery Plan

Stavolta rinviare non era possibile. La verifica comincia questo pomeriggio anche se sottoforma di «confronto» sul Recovery plan. Giuseppe Conte ha invitato per le 15,30 a Palazzo Chigi la delegazione del Movimento 5 Stelle e alle 19 il Partito democratico. Domani toccherà a Italia viva e poi a Leu. Il premier tenta di serrare le fila. L’affondo del renziano Ettore Rosato va ben oltre l’insidia rappresentata da Iv. «Ad oggi non c’è più la fiducia tra la maggioranza e il premier.Conte l’ha sciupata» dice il coordinatore del partito di Matteo Renzi a metà mattinata, appropriandosi e intepretando le preoccupazioni espresse anche dai ministri dem Amendola e Gualtieri sui tempi del Recovery plan italiano.«Siamo fermi in Consiglio dei ministri dal 7 dicembre per una verifica politica di cui ancora non si vede via d’uscita», ha detto il ministro agli Affari europei in un’intervista al Messaggero dove rilancia le critiche del segretario del suo partito Nicola Zingaretti definendo questo impasse «deleterio» e «incomprensibile». Anche il titolare dell’Economia non ci ha girato attorno. «Una cosa è certa», ha detto Gualtieri intervistato su La Stampa, il «lavoro complesso» sul Recovery «non deve fermarsi, ma anzi deve accelerare».

Il messaggio recapitato a Palazzo Chigi è chiaro. Il tempo è scaduto, non si può attendere oltre. Di qui gli inviti per oggi e domani dove, non a caso, ad affiancare Conte negli incontri con le delegazioni della sua maggioranza ci saranno anche Gualtieri e Amendola.

Pd e M5s (e pure Leu), si sono affrettatati a prendere le distanze dal j’accuse renziano.«Rosato parli a nome di Italia Viva, che rappresenta il 2% degli italiani. Per il Pd parliamo noi», è la risposta che è arrivata dal vicecapogruppo Dem alla Camera, Michele Bordo. Anche Luigi Di Maio è tornato a prendere posizione. Il ministero degli Esteri pentastellato ha bollato come «folle» mettere in discussione Conte «in questo momento». Sulla stessa linea anche Leu.Ma Italia viva non è intenzionata a mollare la presa.«Nessuno ci ha convocato. Se il cambio di metodo che chiedevamo è che dobbiamo apprendere di riunioni dagli sms di Casalino (il portavoce del premier ndr) non hanno capito cosa stanno rischiando», è la replica che arriva dal fronte renziano in serata.

Il premier sa che non deve fare i conti solo con Italia viva. Troppi i punti interrogativi ancora aperti. A partire da quelli sul Recovery, sulla cabina di regia ma anche sulla distribuzione delle risorse. Il nodo Mes resta sempre attuale visti i 9 miliardi che il Piano italiano destina alla Sanità Conte è pronto a mediare, a rivedere la catena di comando del Recovery e a offrire maggiore potere di controllo al Parlamento. Ma a questo punto potrebbe non bastare. Renzi è convinto – nonostante le dichiarazioni dei suoi alleati di maggioranza – che le elezioni non ci saranno e quindi che ci sarà un nuovo Governo. Anche senza Conte premier. Da Palazzo Chigi però sono pronti ad andare a vedere le carte del leader di Italia viva e domani – dopo il faccia a faccia con il premier – certo qualcosa in più si capirà.

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