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Rinvio per il riassetto Edison

di Simone Filippetti

Fumata nera per il riassetto italo-francese di Edison. Ieri, il doppio consiglio (gestione e sorveglianza) di A2A è stato sostanzialmente rimandato alla settimana prossima. L'atteso appuntamento è stato interlocutorio: i manager della utility lombarda (capofila del consorzio Delmi, a fianco di Iren e Sel) hanno sostanzialmente preso atto che ci sono sul tavolo più possibili soluzioni e i board sono stati riaggiornati a martedì e mercoledì per prendere una decisione. Proprio lo stesso mercoledì 28 dovrebbe tenersi l'altro vertice rinviato, quello tra il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e il numero uno di Edf, Henri Proglio.

Per il fronte italiano Delmi-Governo è infatti il secondo slittamento nel giro di pochi giorni. Già mercoledì si era appreso che il vertice Italia-Francia è stato rimandato. Che quello di ieri non sarebbe stato un passaggio risolutivo dentro A2A, dove ci sono posizioni divergenti, era parso ormai chiaro visto che difficilmente in un solo pomeriggio A2A avrebbe potuto approvare un piano così complesso e trovare anche l'accordo con gli altri soci Delmi (un direttivo di quest'ultima era previsto per ieri). La conferma è arrivata da Rosario Bifulco, vicepresidente del consiglio di sorveglianza, che ha così riassunto la giornata: «Sono state presentate due ipotesi e tali restano fino al 28, quando tornerà a riunirsi il consiglio di sorveglianza che dovrà deliberare. Intanto approfondiamo».

Non c'è dunque ancora accordo nella compagine italiana. Negli ambienti vicini ad A2A il rinvio è la conseguenza dei continui colloqui in corso tra le parti per arrivare a una sintesi e quindi un segnale incoraggiante. Ma pare anche evidente che non c'è ancora un disegno chiaro e le parole del presidente del consiglio di gestione Giuliano Zuccoli sono state emblematiche: «La base di ragionamento é l'accordo di marzo, poi Edipower può essere divisa oppure può restare intonsa come grande operatore nazionale. Tuttavia, le ipotesi sono talmente complesse che non si escludono tarature ulteriori». Quindi sul tavolo ci sono più di due soluzioni e tutto è ancora da definire. Oltre ai due dossier principali, si fa largo una terza via, come anticipato da indiscrezioni di stampa nei giorni scorsi. I due estremi tra cui si oscilla sono uno spezzatino di Edipower, società controllata da Edison e oggetto della separazione tra italiani e francesi; oppure il passaggio sotto le insegne italiane dell'intera Edipower. Quest'ultima ipotesi, il cosiddetto «lodo Zuccoli», pone interrogativi sulla capacità finanziaria di A2A di una simile operazione, tanto che nei giorni scorsi il neo-sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, uno dei soci di riferimento di A2A, ha manifestato perplessità sull'operazione. Nello specifico, però, Zuccoli ieri ha dato rassicurazioni spiegando che «A2A non é soltanto la posizione finanziaria netta ma anche il patrimonio, abbiamo risorse a bilancio come la quota indiretta in Edison. Il problema vero è semmai che la compagine azionaria del fronte italiano è molto variegata e che il mercato non aiuta». Prova ne sia il fatto che allo studio ci sono anche dei piani alternativi e secondo quanto appreso da Radiocor-Il Sole 24 Ore, l'ipotesi del Lodo sta ormai tramontando.

Visto che il consiglio di gestione di A2A è stato rinviato al 27 e quello di sorveglianza al giorno successivo, pare lecito pensare che il summit Italia-Francia non si terrà prima del 28. L'appuntamento sarebbe stato fissato proprio a ridosso del cds di A2A, ma la data non ha trovato conferma. In ogni caso il ministro si dovrà presentare con una bozza di accordo davanti ai francesi e per farlo occorre che prima la compagine trovi una sua posizione unitaria e un suo piano do divorzio da Edf in Edison. Dopodiché la palla passerà ai francesi che dovranno esprimere il loro gradimento sulla proposta.

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