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Rinvio a giudizio per S&P e Fitch: gravi danni all’Italia

Al primo round Davide ha avuto la meglio sul gigante Golia. Le agenzie di rating dovranno rispondere del declassamento dell’Italia di fronte alla procura di Trani. Angela Schiralli, il gup del tribunale pugliese, dove si svolge il processo ai colossi finanziari accusati di manipolazione dei mercati, ha rinviato a giudizio sei tra manager ed analisti di Standard & Poor’s e ad altri due dell’agenzia Fitch. Per i report emessi tra il 2011-2012 sull’affidabilità del sistema creditizio e sul declassamento del rating Italia. Dati, secondo la procura di Trani, manipolati e che, diffusi a mercati aperti, crearono un grave danno all’Italia. Per i quali dovranno rispondere anche le due agenzie.
«Accuse infondate e non supportate da alcuna prova – protestano i legali di S&P – abbiamo sempre svolto il nostro ruolo con coerenza, fornendo una opinione indipendente sul merito di credito dell’Italia in linea con le nostre metodologie internazionali, con i nostri standard di qualità e integrità e con la regolamentazione europea». Anche Fitch si dice «fiduciosa» che manager e società «saranno scagionati dalle accuse». Ma a stabilirlo ora dovrà essere il processo che inizierà il 4 febbraio prossimo.
Così, mentre la procura di Trani si prepara ai passi successivi, oggi verranno inviati a Consob (commissione di controllo sulla Borsa) ed Esma (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) una lettera con allegata una copia del decreto di rinvio a giudizio per gli eventuali provvedimenti di competenza, esplodono polemiche politiche. «Il complotto comincia a prendere forma – dichiara Renato Brunetta di Forza italia – le carte diranno chi aveva ragione su quelle vicende che nell’estate-autunno 2011 portarono alle dimissioni di Berlusconi e del suo legittimo governo».
E Adusbef, l’associazione di difesa dei consumatori che presentò esposti a tutte le procure, ma ebbe udienza solo a Trani, chiede l’immediata risoluzione del contratto che lega Fitch al ministero dell’Economia e la destituzione dei dirigenti del Tesoro .
«Sono soddisfatto per l’esito dell’udienza preliminare – ha commentato a margine il pm Michele Ruggiero – ma francamente sorpreso per l’assenza, finora, in questo delicato processo, della Consob. La sua presenza avrebbe dato un segnale importante ai mercati finanziari. Confido che questa importante istituzione possa in prosieguo partecipare al fianco del pm e delle parti civili».
Tra gli imputati rinviati a giudizio, Deven Sharma, presidente mondiale di S&P Financial Service dal 2007 al 23 agosto 2011, Yan Le Pallec, responsabile per l’Europa-Londra, gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Gill e Moritz Kraemer.

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