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Rinviato il vertice salva-euro

di Beda Romano

L'Irlanda ha annunciato ieri che organizzerà un referendum sul fiscal compact, il Trattato che introduce una nuova disciplina di bilancio nell'Unione. La decisione ha creato nuovi timori sulla tenuta della zona euro, anche perché nel contempo la Corte costituzionale in Germania ha chiesto al Bundestag di rivedere in senso restrittivo l'iter con il quale dà il suo benestare all'uso del fondo di stabilità Esm.
«Al popolo irlandese verrà chiesta la sua autorizzazione a ratificare» il nuovo Trattato intergovernativo, ha detto ieri il primo ministro irlandese Enda Kenny, parlando dinanzi al Parlamento nazionale a Dublino. «Sono convinto che sia nell'interesse dell'Irlanda approvare questa intesa». La decisione giunge dopo che Kenny ha chiesto un parere giuridico agli esperti legali del Governo.
Non è la prima volta che l'Irlanda sceglie la via del referendum in materia europea. I cittadini irlandesi hanno il diritto di esprimersi ogni qualvolta si profila una cessione di sovranità. Il Paese ha votato più volte in passato. Il Trattato di Lisbona è stato bocciato una prima volta nel 2008, per poi essere approvato in un secondo voto popolare che ha tenuto con il fiato sospeso l'intera Europa.
Secondo gli ultimi sondaggi il 40% degli irlandesi è pronto a dare il proprio benestare al fiscal compact; il 36% è contrario; il 24% è ancora indeciso. In altre parole, l'esito del referendum – che dovrebbe essere organizzato nelle prossime settimane – è incerto. Ieri da Bruxelles, sia il Consiglio che la Commissione hanno confermato che il processo di ratifica del Trattato proseguirà. Ad avere accettato il fiscal compact sono 25 Paesi su 27 e il Trattato entra in vigore quando sia stato ratificato da 12 Paesi.
L'annuncio irlandese era stato preceduto ieri dalla decisione di cancellare un vertice dei leader della zona euro che doveva svolgersi a margine del Consiglio europeo previsto domani e dopo domani. La scelta è stata imposta dall'impossibilità, per ora, di trovare un accordo su un potenziamento dell'Esm. Non essendo la Germania ancora pronta a dare il suo benestare, l'incontro si è rivelato inutile.
Dalla stessa Repubblica federale ieri è giunta una nuova sentenza della Corte costituzionale. Il tribunale ha deciso che l'uso dell'Esm deve essere approvato dal Bundestag in sessione plenaria, o dalla Commissione bilancio, non dallo speciale organismo creato dal Parlamento tedesco e composto da soli nove deputati. La decisione limita i margini di manovra del Governo in un ambito delicatissimo.
La sentenza segue di due giorni il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, approvato dalla Camera Bassa del parlamento europeo con una larga maggioranza, ma con la defezione di 17 deputati della coalizione democristiano-liberale guidata dal cancelliere Angela Merkel. L'incidente ha sollevato dubbi sui futuri via-libera tedeschi a nuovi salvataggi sovrani.
In origine, il Consiglio europeo di domani doveva essere l'occasione per discutere di un potenziamento dell'Esm e comunque sancire con una firma solenne il fiscal compact. L'annuncio del referendum irlandese da un lato, e le rimostranze tedesche dall'altro hanno per molti versi svuotato il vertice della sua importanza. Argomento rimasto: il (difficile) rilancio dell'economia europea.

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