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Rinnovo patenti, nuove regole

Cambierà ancora il sistema delle visite mediche per ottenere e rinnovare la patente. Soprattutto per chi ha più di 80 anni. Lo prevede il disegno di legge delega per la riforma del Codice della strada, nella versione votata martedì dalla commissione Trasporti della Camera (si veda il Sole 24 Ore di mercoledì 23 luglio). Un testo che potrà subire ancora tante modifiche, che non avrà attuazione almeno fino al 2016 e che comunque avrà effetto su altre novità introdotte dalla mini-riforma del Codice (legge 120/2010) quattro anni fa e rimaste di fatto inattuate.
Non a caso, adesso la delega affida al ministero della Salute il «compito di adottare linee guida cogenti in relazione alle attività di accertamento dei requisiti psicofisici…, con riferimento sia a quelle svolte dalle Commissioni mediche locali sia a quelle svolte dai medici monocratici». Di linee guida c’è bisogno da sempre e già la legge 120/2010 ne aveva previste per le Commissioni mediche locali. Ma finora questa disposizione è tra le tante di quella legge rimaste ancora inattuate. Si vedrà se la revisione organica che si affaccia con la delega sarà davvero fattibile.
Non dovrebbero più essere abilitati a effettuare le visite i medici in quiescenza, che non lo erano nemmeno in origine ma erano stati “ripescati” dalla legge 120/2010.
Nella delega non sembra esserci spazio per rivedere un altro punto della mini-riforma, qualificante ma rimasto inattuato: l’obbligo di procurarsi un certificato di non abuso di alcol e di non uso di droghe, che quattro anni fa era stato imposto per tutti i primi rilasci di patente e per i rinnovi degli autisti professionisti. L’ostacolo contro cui si è infranta la norma è il fatto che il certificato va rilasciato solo sulla base di costosi esami di laboratorio. Si dovrà capire se nel prosieguo dell’iter della delega il Parlamento introdurrà strumenti per intervenire anche su questi problemi.
Problemi attuativi aveva avuto anche la stretta sulle visite sui conducenti ultraottantenni, per i quali il rinnovo ordinario era stato portato a cadenza biennale (prima del 2010 era triennale) ed era stato consentito solo in Commissione medica locale. Il sovraccarico di lavoro per questi organismi aveva portato nel 2012 ad allentare le regole, tornando alla più semplice visita dal medico monocratico (ovviamente salvo malattie che per principio generale comportano l’intervento della Commissione). Ora la delega disegna un compromesso piuttosto articolato.
Se il testo arrivasse in porto così com’è, avremmo una durata standard portata addirittura a un solo anno. Ma chi lo desidera potrebbe conservare l’attuale scadenza biennale, a patto che si limiti a guidare solo ciclomotori a tre ruote e quadricicli leggeri (cioè le microcar da città).
Va poi considerato che, nell’attuale delega, agli ultraottantenni verrebbero estese le limitazioni di potenza/tara dell’automobile che si applicano già ai neopatentati. Ma c’è una via d’uscita, sia pure dispendiosa: l’anziano che volesse continuare a guidare qualsiasi vettura potrebbe sottoporsi a visita in Commissione medica locale, dove spesso vengono richiesti certificati di specialisti.
A ben vedere, per molti non sarebbe un’opzione ma una necessità: sarebbe l’unico modo per poter continuare a guidare la propria auto, senza doverne acquistare un’altra.

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