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Rinnovabili, ok l’incentivo è giusto

di Gabriele Frontoni  

Chiarezza è stata fatta. Lasciati alle spalle i mesi di incertezza normativa che hanno ingessato il mercato delle rinnovabili in Italia, dopo la definizione del quarto conto energia, sono arrivate adesso anche le regole applicative emanate dal Gestore dei servizi energetici (Gse), contenenti le modalità di attuazione delle disposizioni stabilite dal decreto ministeriale 5 maggio 2011.

Un documento tecnico, finalizzato ad assicurare chiarezza e trasparenza verso gli operatori, all'interno del quale sono state definite con chiarezza le modalità di individuazione della tipologia di tariffa incentivante a cui l'impianto fotovoltaico può accedere, le relative modalità di accesso, incluse anche quelle riguardanti le maggiorazioni e il premio abbinato a un uso efficiente dell'energia. Oltre alla definizione delle regole relative alle norme anti-frazionamento degli impianti e alle disposizioni derivanti dall'applicazione del dlgs n. 28 del 2011 per gli impianti su terreni agricoli. Insomma, tutto quello che c'era ancora da sapere per una corretta applicazione dei nuovi parametri imposti dallo stato allo sviluppo del fotovoltaico in Italia. Il nuovo documento rappresenta un'integrazione delle informazioni pubblicate dal Gse nella precedente pubblicazione delle «Regole tecniche per iscrizione al registro per i grandi impianti fotovoltaici», risalente al maggio scorso, contenente, tra l'altro, il protocollo in base al quale i gestori di rete sono tenuti a effettuare le attività di verifica sugli impianti. In altre parole, l'aggiornamento effettuato dal Gestore dei servizi energetici ha riguardato principalmente le modalità di comunicazione degli esiti delle verifiche sugli impianti; l'ambito di applicazione delle attività di verifica in capo al Gestore di rete; e la possibilità per il Gestore di rete di avvalersi di terzi incaricati.

Ma è forse la conferma della maggiorazione del 10% sulla componente incentivante per l'utilizzo di componenti prodotti nell'Unione europea la principale aspettativa degli operatori contenuta nel nuovo documento. «Il decreto introduce una maggiorazione sulla componente incentivante della tariffa del 10% per gli impianti il cui costo di investimento, per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile a una produzione realizzata all'interno della Unione europea», si legge nelle regole applicative appena emanate. Il «costo di investimento» è definito come il totale dei costi strettamente necessari per la realizzazione a regola d'arte dell'impianto fotovoltaico. Queste voci di costo possono essere contabilizzate ai fini della maggiorazione soltanto qualora la produzione sia realizzata in paesi che, alla data di entrata in vigore del decreto, risultino membri dell'Unione europea». Le tabelle pubblicate dal Gse esprimono chiaramente sia le fasi della lavorazione che devono avvenire nei siti produttivi Ue sia i componenti di origine Ue che possono essere inclusi nella produzione dei pannelli fotovoltaici e degli inverter, e tengono conto in modo complessivo delle strutture accessorie e dei complementi. La verifica della realizzazione dei moduli e di tutte le condizioni che danno accesso al riconoscimento della maggior tariffa incentivante dovrà essere attestata attraverso un certificato di ispezione di fabbrica, Factory Inspection, rilasciato da un ente terzo notificato a livello europeo in ambito fotovoltaico. Ovvero, poiché le norme per la verifica di conformità dei moduli sono emesse dalla Iec (International Electrotechnical Commission) e recepite in ambito nazionale, gli enti che appartengono all'Iecee (Iec System of Conformity Assessment Schemes for Electrotechnical Equipment and Components) sono quelli titolati a emettere il certificato di ispezione di fabbrica riconosciuto a livello internazionale. «La linea guida recepisce integralmente l'obiettivo del legislatore di rafforzare il posizionamento competitivo delle aziende italiane nella filiera del fotovoltaico», ha dichiarato Gaetano Trizio, amministratore delegato dell'Ente di certificazione, Icim. «Questa nuova regola attuativa non può dunque che favorire la trasparenza delle procedure e del mercato ed essere garanzia di un'industria di qualità». Maggiore chiarezza è stata fatta anche sul versante della maggiorazione agli incentivi di 5 centesimi di euro/kWh riservata a chi sostituisce coperture in eternit o in amianto e allo stesso tempo installa pannelli fotovoltaici. Per ottenere il contributo, l'intervento di smaltimento dei vecchi materiali dovrà essere stato effettuato contestualmente all'installazione dell'impianto fotovoltaico (e successivamente alla data di entrata in vigore del decreto) e si dovrà inviare il certificato di smaltimento rilasciato dall'Azienda sanitaria locale unitamente a fotografie di dettaglio prima e dopo l'intervento. Non solo. Il Gse ha precisato che la superficie dell'impianto fotovoltaico potrà essere inferiore, o al massimo pari, all'area di eternit e/o amianto bonificata, con un margine di tolleranza del 10%. Per avere diritto al premio del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, sarà lo stesso comune a segnalare l'esistenza di questa condizione in fase di registrazione sul sistema informatico del Gse.
 

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