Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rinnovabili, la caduta dell’Italia

di Andrea Mascolini

L'Italia si sta ponendo in netta controtendenza rispetto alla politica energetica europea e sarà grave per le imprese l'impatto derivante dal varo del recente decreto governativo sulle energie alternative, che verranno di fatto disincentivate. È quanto ha affermato a ItaliaOggi Antonello Pezzini, rappresentante di Confindustria in Europa come consigliere al Comitato economico e sociale europeo (Cese) e docente di economia e gestione delle imprese nell'Unione europea all'Università degli studi di Bergamo,.

Domanda.

Professore, anche in ragione del suo incarico in sede europea e alla luce della sua esperienza, può essere utile delineare in primo luogo il trend della legislazione comunitaria in materia di politica energetica, prima di esaminare l'impatto del decreto governativo sulle energie rinnovabili.

Risposta. L'Europa da tempo sta facendo uno sforzo enorme in questa materia, al punto di avere inserito un nuovo articolo sull'energia (il 194) nel trattato di Lisbona, che legittima l'intervento diretto su tutti temi dell'energia, superando l'assetto previgente in cui ogni azione comunitaria si doveva legare alla normativa in materia di concorrenza. Dal '93 (regolamento 1836 che istituì le Arpa e le Anpa) a oggi la Ue, anche sulla spinta delle nazioni più virtuose, ha prodotto interventi forti, fino alle direttive 2010/30 e 31 (sulla quale il 14 marzo il Comitato termotecnico italiano ha organizzato un seminario, a Milano, con il patrocinio di Uni, n.d.r.).

Si tratta di normative che costringono gli stati membri a sviluppare le energie rinnovabili, sostenendole anche attraverso l'eliminazione di tutti gli ostacoli che si incontrano nella produzione di en rinnovabili e la semplificazione dell'accesso al mercato.

D. In questo quadro l'Italia come si pone ?

R. Siamo partiti con un grave ritardo, se pensa che nel 2005 in Italia c'era il 5,2% di energie rinnovabili, mentre la Svezia aveva il 38,9% del consumo finale derivante da fonti di energia rinnovabili. E' stata quindi una rincorsa che ha visto anche alcune realtà regionali come la Lombardia in posizione di eccellenza; la regione Lombardia ha recepito in anticipo alcune direttive europee, addirittura prima del governo nazionale (in materia di consumo negli edifici); anche sulla cattura e sullo stoccaggio della CO2 la Lombardia ha già individuato i siti. Diverso il discorso nelle altre regioni che accusano molti ritardi.

D. La recente politica energetica del governo e il decreto sulle energie rinnovabili come possono essere valutati ?

R. Intanto c'è da lamentare il fatto che le risorse appostate per applicare l'art. 14 della direttiva 2006/32 sui piani energetici (che si pongono l'obiettivo della riduzione del 9% entro il 2016), intervento comunitario cui aveva partecipato attivamente anche l'Italia, siano state distolte ancorché per finalità sociali.

D. E invece sul decreto ?

R. Per quel che riguarda il decreto se è vero che ci sono state esagerazioni, come nel settore del fotovoltaico, andava comunque ben tenuto presente che con le misure che adesso si stanno restringendo, siamo comunque arrivati con il fotovoltaico a un livello pari all'1% del totale del consumo energetico, che è un ottimo risultato (300 twh è il consumo finale coperto dall'energia rinnovabile). Il decreto creerà grossi problemi anche a livello imprenditoriale e non appare un segnale incoraggiante se si pensa che anche la Bei aveva varato provvedimenti di cofinanziamento per le energie rinnovabili (500 milioni di euro per sostegno alle aziende). In sostanza si sperava che l'Italia potesse superare il gap con gli altri paesi europei e invece così sarà ben difficile, visto che nella realtà l'Italia va contro il parere del Cese dato qualche mese fa. Il governo doveva prestare maggiore attenzione e continuare ad incentivare le energie alternative per avere prezzi compatibili; viceversa occorrerebbe rivedere i contenuti del decreto che ci allontanano dagli obiettivi europei.

D. Le risultano problemi operativi nell'attuazione delle politiche per le energie rinnovabili ?

R. Le faccio l'esempio della Puglia dove ci sono pale eoliche ferme perché manca chi fa l'allacciamento alla rete in questo caso ci sono ostacoli tecnici, ma c'è anche una forte resistenza da parte di chi dovrebbe invece favorire queste operazioni e invece difende nicchie di mercato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La segnalazione di Bankitalia su un’ipotesi di falso in bilancio rende legittimo il sequestro del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Illimity Bank e un’affiliata di Cerberus capital management hanno perfezionato un’operazione di ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È ancora presto per dire che quello della raccolta di denaro fresco per le banche italiane non rapp...

Oggi sulla stampa