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Rinnovabili, aiuti senza fondi

L’Unione europea ha dato il via al nuovo schema di decreto dello Sviluppo economico sugli incentivi italiani alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche (si veda ItaliaOggi del 30/04/2016). Il provvedimento, però, rischia di nascere senza fondi. La possibilità di accesso alle risorse decade, tra l’altro, con il conseguimento di un costo indicativo annuo medio degli incentivi di 5,8 mld di euro l’anno, comunicata con delibera da parte dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico basata sui dati forniti dal Gse (Gestore servizi energetici spa). Da considerare che al 31 marzo 2016 sono stati utilizzati 5,6 mld di euro. In alternativa, si chiude col 1° dicembre 2016, termine posticipato per gli impianti idroelettrici al 1° dicembre 2017. A tali termini fanno eccezione gli impianti iscritti in posizione utile nelle graduatorie formate a seguito delle procedure di asta e registro svolte ai sensi del dm 6 luglio 2012 e agli impianti che accedono direttamente ai meccanismi d’incentivazione, entrati in esercizio nei 30 giorni precedenti la data di entrata in vigore del nuovo decreto, a condizione che presentino domanda di accesso agli incentivi nei termini previsti dalla normativa previgente. L’accesso all’incentivo subordinato all’iscrizione in appositi registri in posizione tale da rientrare nei limiti di potenza previsti, è applicabile a quattro categorie: 1) ai nuovi impianti, totalmente ricostruiti, riattivati purché la relativa potenza non superi la potenza di soglia, fissata per tutte le fonti rinnovabili in 5 mW; 2) agli impianti ibridi, purché la potenza complessiva risulti inferiore alla soglia prevista della fonte rinnovabile impiegata; 3) agli impianti oggetto di un intervento di rifacimento totale o parziale; 4) agli impianti oggetto di un intervento di potenziamento, se la differenza tra il valore della potenza ante e post intervento non sia superiore al valore di soglia vigente per impianti alimentati dalla stessa fonte. Tali impianti hanno accesso agli incentivi, a condizione che i relativi lavori di costruzione risultino, dalla comunicazione di inizio lavori trasmessa all’amministrazione competente, avviati dopo l’inserimento in posizione utile nelle graduatorie, fatta eccezione per gli impianti relativi a procedure d’asta o registro svolte ai sensi del dm 6/7/2012. La seconda tipologia d’accesso può avvenire a seguito della partecipazione ad aste telematiche al ribasso e riguarda gli impianti specificati nel decreto. Prima dell’apertura delle sessioni di procedure di aste, il Gse verifica che il costo correlato ai contingenti resi disponibili non comporti il superamento del limite dei 5,8 mld. Qualora lo superasse, tutti i contingenti sono ridotti dal Gse nella stessa misura percentuale, pari al rapporto fra il costo effettivo e quello relativo ai contingenti resi disponibili. L’accesso ai finanziamenti è previsto per gli impianti:

a) eolici e da fonte oceanica di potenza fino a 60 kW;

b) idroelettrici di potenza nominale di concessione fino a 250 kW purché rientranti in una delle casistiche previste;

c) a biomassa (da prodotti e sottoprodotti di origine biologica, di potenza fino a 200 kW) e biogas (fino a 100 kW);

d) oggetto di intervento di potenziamento, qualora la differenza tra valore della potenza dopo e prima dell’intervento non sia superiore ai massimi di potenza specificati;

e) realizzati da amministrazioni pubbliche, inclusi i consorzi di bonifica;

f) solari termodinamici di potenza fino a 100 kW.

Roberto Lenzi

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