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Rincari per le bollette luce e gas Il paracadute del governo

Le bollette per l’energia rincarano. Luce e gas a partire da oggi costeranno di più, con un aumento record rispettivamente del +9,9% e del 15,3%, dovuto in buona parte all’effetto della ripresa dei consumi e delle attività produttive collegati a questa fase di ripartenza. Un aumento che tuttavia, oltre a pesare sulle imprese, si farà sentire sulle famiglie. Il rimbalzo record, in linea con le previsioni diffuse negli ultimi giorni, è destinato a incidere anche sull’andamento dell’inflazione nel breve termine. Proprio ieri l’Istat ha certificato nel mese di giugno un aumento del costo della vita dello 0,1%, segnando così una crescita tendenziale dell’inflazione dell’1,3%. Secondo l’Istat a generare l’incremento dell’indice dei prezzi al consumo è stata soprattutto alla crescita dei prezzi dei beni energetici.

Una tendenza destinata a proseguire, stante i dati contenuti nell’aggiornamento trimestrale dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), che ieri ha determinato l’aumento del costo di luce e gas, confermando così il peso delle varie dinamiche a livello internazionale che hanno spinto l’energia verso una forte crescita. Il rincaro, che scatta da oggi, è destinato a tradursi in una maggiore spesa per famiglia tipo di circa 50 euro annui, che sarebbe però stata molto più salata (stimata in 280 euro) senza l’intervento del governo. Lo scenario avverso ha infatti spinto l’esecutivo a intervenire per porre un rimedio (almeno parziale) agli effetti che sarebbero stati generati dagli aumenti record. La soluzione, in fase di valutazione già da alcuni giorni (Arera aveva, infatti, prefigurato all’esecutivo un significativo aumento dell’energia), è stata adottata inserendo nel decreto approvato dal consiglio dei Ministri una misura che prevede l’istituzione di un fondo da oltre un miliardo di euro. Risorse che saranno destinate appunto a contenere l’aumento delle tariffe dell’energia elettrica e del gas. «Senza il decreto l’aumento delle bollette sarebbe stato molto più pesante», tiene a precisare il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini.

Vale ricordare che l’impennata dei prezzi era attesa, tanto che qualche giorno fa Nomisma Energia, ha illustrato i principali fattori che concorrono all’innalzamento delle tariffe. A cominciare dal rimbalzo delle attività produttive e dall’accelerazione della domanda sul versante dei consumi, che hanno fatto tornare ai massimi storici i prezzi di gas e luce sul mercato internazionale, tanto da risultare in linea con valori che non si verificavano dal 2008. Il gas in particolare registra prezzi quasi raddoppiati rispetto alla scorsa primavera. Tra i fattori indicati da Nomisma Energia figura anche la flessione della produzione di energia da fonti rinnovabili, una dinamica che ha fatto correre la domanda di gas da parte delle centrali elettriche. Da aggiungere, infine, un elemento chiave che spinge verso la tendenza al rialzo: il petrolio è tornato a quota 75 dollari al barile.

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