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Rincari d’estate per la benzina I consumatori: l’Egitto è un alibi

Da qualche giorno fare il pieno costa di più. Ieri la verde ha toccato 1,852 euro al litro, con punte di 1,865 in alcune aree del Paese. Stessa tendenza per il gasolio, salito a 1,749 euro. Le medie nazionali sono un po’ più basse: 1,827 per la benzina e 1,729 per il diesel. Gli aumenti si sono registrati anche nelle pompe no-logo, come rilevato da Quotidiano Energia e Staffetta Quotidiana .

La tendenza non sembra quella di un calo in tempi brevi. Insomma, per l’esodo (anche se causa crisi le stime dicono che sarà contenuto) gli italiani spenderanno in carburante con molta probabilità più di un mese fa. Inizialmente era stata tirata in ballo la «crisi egiziana» e l’incertezza internazionale che hanno spinto in alto il brent (sopra quota 100 dollari dal 3 luglio). Ieri, invece, il prezzo del petrolio è tornato ai nuovi massimi da 14 mesi, dopo il deciso calo delle riserve americane. Solo stasera il ministero dello Sviluppo, che monitora i prezzi e lo «stacco» (cioè la differenza ) con quelli praticati in Europa, oltre al rapporto tra il prezzo internazionale del greggio e quello interno, avrà l’andamento della settimana. Ma i consumatori sono già sul piede di guerra: «Non esiste alcun “effetto Egitto” sui prezzi dei carburanti — ha denunciato il Codacons — e i rialzi dei listini di benzina e gasolio registrati negli ultimi giorni in Italia sono del tutto ingiustificati». L’Associazione dei consumatori osserva che «i carburanti venduti oggi (ieri, ndr ) presso i distributori italiani sono stati acquistati mesi fa dalle compagnie petrolifere, quando cioè non esisteva alcuna agitazione politica e sociale in Egitto che potesse avere ripercussioni sulle quotazioni del petrolio». Ma le compagnie fanno presente che il prezzo è determinato dal mercato al momento della vendita e dipende da diversi fattori, non solo da quando sono state acquistate le scorte.

Per il Codacons «è evidente come la situazione egiziana non possa in alcun modo far sentire oggi i suoi effetti sui listini della benzina in Italia, perché i prodotti venduti sono stati acquistati a prezzi inferiori nei mesi precedenti alla crisi del Paese, e qualsiasi rincaro alla pompa rischia di configurare una speculazione a danno degli automobilisti». Per questo l’Associazione ha «inviato un esposto alle Procure della Repubblica di Roma e Milano, che già indagano sulle speculazioni legate ai carburanti, e all’Antitrust».

La scorsa settimana l’andamento dei prezzi dei carburanti italiani, secondo le rilevazioni del ministero, si scostava di millesimi da quello dei prezzi europei. Oggi i nuovi dati fotograferanno anche gli aumenti degli ultimi giorni. E gli italiani capiranno se andare in vacanza gli costerà di più (come già in passato è accaduto) a torto o a ragione.

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