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Rimpatrio con vista sulle Spa

La nuova versione del Ddl sul rientro dei capitali (si veda «Il sole 24 Ore» di ieri) amplia l’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione della procedura di collaborazione volontaria. Tra le più importanti novità merita di essere citata la previsione che, ai soli fini della collaborazione volontaria, non deve essere applicato il raddoppio dei termini di accertamento, ordinariamente previsto per le attività detenute in paesi a regime fiscale privilegiato (Paesi black list), purché vengano rispettate alcune condizioni: il contribuente deve allegare un’autorizzazione rilasciata all’intermediario estero presso cui le attività sono detenute, con cui lo autorizza a trasmettere al fisco italiano dati sulle attività oggetto di collaborazione volontaria; il contribuente dovrà permettere alle Entrate di continuare a “tracciare” le attività oggetto di collaborazione volontaria qualora vengano trasferite presso un intermediario estero localizzato in un paese diverso da un paese See che consenta un effettivo scambio d’informazioni con l’Italia; e infine che il paese in cui sono detenute le attività stipuli, entro il 30 settembre, accordi che consentano lo scambio di informazioni anche con riguardo a elementi riconducibili al periodo intercorrente tra la data di stipula e la data di entrata in vigore dell’accordo.
Si avrebbe dunque, nell’ipotesi in cui le condizioni siano rispettate, un’equiparazione di trattamento tra paesi black list e white list. Questa impostazione è in linea con le richieste di alcuni paesi europei, tra cui Svizzera e Lussemburgo – quest’ultimo appartenente all’Unione ma ancora inserito in una delle black list italiane – ed in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia, che si era espressa legittimando il raddoppio dei termini ma solo se lo stato membro non avesse altri mezzi per l’accertamento dei redditi sottratti al fisco. L’emendamento prevede inoltre la possibilità di accesso alla collaborazione sino al 30 settembre 2015, ma la possibilità di presentare le istanze anche oltre il 15 settembre 2014 e 2015, purché si concluda la procedura. In caso contrario l’amministrazione potrà comunque emanare gli avvisi di accertamento, per evitare un ingorgo delle pratiche e facilitare anche il contribuente che voglia sanare la sua posizione.
Ulteriore rilevante novità è la possibilità che della collaborazione volontaria possano avvalersi anche soggetti diversi da quelli obbligati alle dichiarazioni del modello RW, ossia anche le società di capitali, purché le violazioni siano avvenute entro il 31 dicembre 2013 .
I trattamenti più favorevoli al contribuente saranno applicati anche alle domande già presentate e alle istruttorie in corso, così come prevede l,orientamento giurisprudenziale prevalente e la prassi amministrativa e tributaria. Da ultimo va evidenziato il collegamento tra la modifica del reato di riciclaggio, con l’introduzione dell’ autoriciclaggio (si veda altro articolo a pag. 7) e la procedura di collaborazione volontaria, per la previsione di una causa di non punibilità oggettiva per chi perfeziona la procedura.

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